Invecchiamento cutaneo e lassità: caratteristiche e cure

Invecchiamento cutaneo e lassità: caratteristiche e cure


Lun 16/05/2016 | Dott. Elvira Danila Pistolesi

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La richiesta maggiore in medicina estetica è sicuramente la prevenzione ed il trattamento dell’invecchiamento cutaneo del viso, del collo e del décollété.


Con il passare degli anni si assiste infatti ad un assottigliamento della cute che appare disidratata e meno elastica a causa della perdita di collagene, fibre elastiche e glicosaminoglicani (GAG), tra cui l’acido ialuronico. Come conseguenza di questo lento processo compaiono le rughe, vi è un approfondimento delle pieghe cutanee, si verificano alterazioni della pigmentazione (es. macchie), fragilità vasale, ecc.


A parte questi inestetismi più superficiali, ciò che maggiormente allarma nell’invecchiamento cutaneo e che, effettivamente, conferisce al viso ed al collo un aspetto “vecchieggiante”, è la lassità cutanea, che determina la perdita della  definizione dei  contorni. Il volto, dalla conformazione triangolare con vertice a livello del mento, assume cioè un aspetto più ovale sino ad invertirsi il triangolo presentando la base rivolta in basso, passante per il mento.




L’invecchiamento cutaneo del viso e del collo


Tale lassità dovuta all’invecchiamento cutaneo si manifesta con la caduta della coda del sopracciglio, con la discesa dei tessuti zigomatici e delle guance ed è particolarmente evidente sotto la linea mandibolare. Per di più, associandosi alla lassità  anche una ridistribuzione del grasso sottocutaneo ed un suo prolasso verso l’esterno, compaiono sulla linea mandibolare, le tipiche “gocce dell’amore” (guance a buldog) e solchi para-mentonieri; nelle guance si assiste ad un approfondimento delle pieghe naso-labiali ( dal naso alla bocca) e a lato delle commissure labiali compaiono antipatici solchi verticali (le marionette).


Il cedimento a livello del collo fa comparire le antiestetiche rughe orizzontali (“collane di Venere”); il rilassamento del muscolo platisma mette in evidenza le sue due bande centrali (“collo di tacchino”), ed è spesso associato ad un accumulo di tessuto adiposo sotto il mento.


La lassità cutanea diventa, così, sinonimo di invecchiamento.




La lassità cutanea e l’aspetto invecchiato nell'invecchiamento cutaneo


Di fatto, lo slittamento verso il basso dei tessuti molli, non è dovuto principalmente al rilassamento cutaneo di per sé ( diminuzione della matrice dermica con diminuzione di spessore delle fibre collagene ed elastiche della pelle), ma è causato soprattutto dal cedimento strutturale sottostante la cute; il rilassamento della pelle e del sottocutaneo è, quindi, secondario e conseguente all’ipotrofia ed al cedimento dei tessuti di sostegno sottostanti.


Infatti, si assiste, con l’invecchiamento cutaneo, ad un progressivo riassorbimento delle ossa mascellari, dei compartimenti adiposi e ad un rilassamento dei legamenti, della muscolatura facciale e dello SMAS (Sistema Muscolo-Aponeurotico Superficiale). Lo SMAS è una struttura fasciale di sostegno sottocutanea costituita da un tessuto fibro-adipo-muscolare a forma di ventaglio che copre la faccia dalla fronte al collo dove si continua con il muscolo definito platisma. Questo connette i muscoli facciali al derma permettendo di sincronizzare i movimenti dei muscoli mimici con quelli della cute sovrastante. Con l’invecchiamento, quindi, si instaura una progressiva riduzione dei volumi del volto ed un collassamento complessivo della cute e sottocute, non più sostenuti dai tessuti profondi di sostegno contro la forza di gravità.



Ricapitolando, l’aspetto cascante tipico dell'invecchiamento cutaneo può essere dovuto a diversi fattori:


-       ad una riduzione dei volumi in alcune zone con conseguente ridondanza dei tessuti e scivolamento in basso per gravità;


-       alla perdita di elasticità e di tono della matrice dermica e dei tessuti d sostegno  strutturale della pelle.


-       alla iperattività di muscoli mimici che causano rughe e rigonfiamenti attorno alla bocca.


 


Come contrastare l’invecchiamento cutaneo


Molteplici sono le possibilità che la medicina estetica offre per contrastare l’invecchiamento cutaneo e/o prevenirne gli effetti.


I filler iniettabili possono ricostituire i volumi persi, possono spesso migliorare le ombre in prossimità delle pieghe naso-labiali e labio-mentali così da rendere le guance meno prominenti.


Filler ad esempio a base di idrossiapatite di calcio, possono rimodellare specificatamente il contorno mandibolare e camuffare la depressione  para-mentale. La tossina botulinica può rilassare i muscoli iper-contratti e distendere le rughe di espressione.


La combinazione  degli ultrasuoni microfocalizzati con i trattamenti peeling o con i laser resurfacing per migliorare la texture cutanea, o con i filler - per ricostituire i volumi persi e ridefinire i contorni - può, di fatto, determinare risultati eclatanti nella lotta all’invecchiamento cutaneo.


Non bisogna, comunque, dimenticare di perseguire sempre un corretto stile di vita, una corretta alimentazione ed una appropriata attività fisica, perché solo con una combinazione delle terapie e con un approccio globale si potrà contrastare efficacemente il temuto invecchiamento cutaneo e raggiungere un ringiovanimento soddisfacente e duraturo.


 




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