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Il lifting senza bisturi con gli ultrasuoni

Il lifting senza bisturi con gli ultrasuoni


Mar 01/03/2016 | Dott. Gino Luca Pagni

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Tra gli ultimi trattamenti arrivati in Italia c'è un protocollo che si avvale dell'azione degli ultrasuoni microfocalizzati ad alta intensità per contrastare la lassità dei tessuti e ridurre i segni del tempo sul volto e sul collo producendo un cosiddetto "effetto lifting". Naturalmente il risultato che si può conseguire non potrà mai essere sovrapponibile a quello di un intervento chirurgico di lifting, ma ha il vantaggio di essere una metodica non invasiva che non necessita di incisioni cutanee e non ha il periodo postoperatorio con i problemi annessi e connessi di un intervento chirurgico. Sarà lo specialista a definire quale opzione è più idonea per risolvere lo specifico inestetismo che il paziente presenta. Le onde sonore possono essere impiegate anche per trattare i segni del tempo sul décolleté.

 


  • Come funziona?


Tra le cause dell'invecchiamento e della lassità cutanea vi è l'indebolimento della struttura di sostegno dei tessuti a partire dalle fibre collagene, le proteine strutturali della pelle.

Per stimolare la rigenerazione di collagene si impiegano onde sonore che arrivano a diverse profondità e, trasformandosi in calore, creano dei piccoli punti di coagulazione. La reazione immediata è una contrazione delle fibre collagene esistenti, ma l'azione principale è la stimolazione della neocollagenogenesi dovuta al processo di guarigione che si innesca nell'organismo.

I risultati del trattamento arrivano dopo alcune settimane e proseguono per vari mesi, cioè fin quando il processo di produzione delle nuove fibre collagene si è completato e queste ultime hanno sostituito il vecchio collagene nella trama di sostegno dei tessuti. Non tutti i pazienti beneficiano degli stessi effetti: ci sono molteplici fattori che possono influenzare la riuscita del trattamento ed essi vanno discussi, come per ogni trattamento medico, con uno specialista qualificato.

 

  • Le caratteristiche del protocollo


Il protocollo deve essere personalizzato dallo specialista per profondità, intensità e zone da trattare. Prima del trattamento è necessario svolgere un'accurata visita per stabilire il grado di invecchiamento e pianificare, in base ai risultati che si desidera ottenere e alle condizioni del paziente, l'iter più adatto da seguire.

È di norma sufficiente 1 sola seduta di trattamento, ma in base al grado di lassità e alle personali caratteristiche, alcuni pazienti possono beneficiare di ulteriori sedute. Il protocollo a ultrasuoni microfocalizzati ad alta intensità è adatto sia a uomini che a donne che presentano un grado di lassità lieve o moderato. Esistono patologie o condizioni fisiche in cui non è opportuno o è assolutamente sconsigliato fare il trattamento, per esempio in caso di patologie autoimmuni del connettivo e su donne in stato di gravidanza o allattamento. Durante la visita allo specialista andranno riferite tutte le informazioni possibili al fine di fare una corretta anamnesi pre-trattamento.

Ci si può sottoporre al protocollo anche in estate perché gli ultrasuoni arrivano in profondità senza essere influenzati dalla presenza o meno di melanina negli strati superficiali della pelle; ciò significa che le pelli scure o quelle abbronzate possono essere trattate. Bisogna però prendere le opportune precauzioni, per esempio evitare l'esposizione solare immediatamente dopo il trattamento e applicare filtri solari ad elevato fattore di protezione. Lo specialista darà indicazioni più dettagliate a ogni paziente.

 

  • Come si svolge il trattamento


Il trattamento si svolge in ambulatorio e gli ultrasuoni vengono erogati tramite una sonda simile a quella ecografica che viene fatta scorrere sulla pelle con l'ausilio di un apposito gel. La seduta dura in media un'ora, ma i tempi possono variare significativamente a seconda dei distretti da trattare.

Generalmente non è necessaria anestesia, ma qualora il paziente fosse particolarmente sensibile, si può ridurre il fastidio con un antidolorifico o con altre metodiche.

I tempi di recupero sono di norma piuttosto brevi: dopo la seduta con gli ultrasuoni microfocalizzati ad alta intensità residuano comunemente un lieve rossore o indolenzimento che spariscono nell'arco di alcune ore o giorni. In altri pazienti possono presentarsi un eritema o dei lividi. Nella maggior parte dei casi si possono riprendere le attività quotidiane dopo la seduta, ma poichè la condizione di ogni paziente è diversa e specifica, eventuali prescrizioni verranno indicate dallo specialista.

 

  • L'abbinamento con altre procedure


Il protocollo a ultrasuoni microfocalizzati è un'opzione per coloro che, notando un rilassamento e perdita di tono dei tessuti del viso e del collo, vogliano invertire il processo con un risultato naturale, ma resta una opzione anche per coloro che, pur presentando una lassità del viso più evidente,  non vogliano sottoporsi a chirurgia.

Eventuali abbinamenti del protocollo con altri trattamenti come filler e tossina botulinica, quasi sempre opportuni, vanno valutati con lo specialista. Ad esempio qualora accanto a un cedimento dei tessuti si dovesse presentare anche uno svuotamento dei volumi si potrebbe valutare un trattamento combinato con ultrasuoni e filler.

Allo stesso modo il protocollo a ultrasuoni può essere un'opzione per migliorare ed affinare i risultati ottenuti con l'intervento chirurgico.

La tendenza attuale è spesso quella di abbinare diversi trattamenti per ottenere una sinergia d'azione e per conseguire quello che dovrebbe essere il target ottimale cioè ciò che io definisco “il ringiovanimento globale del volto”. Qualora però siano stati fatti altri trattamenti in passato essi vanno riferiti allo specialista così da valutare eventuali controindicazioni o rischi connessi, per esempio, alla presenza di sostanze iniettabili nella pelle.




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Pagni Gino Luca

Autore

Medicina estetica

Altopascio (LU)

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