Medicina rigenerativa: il grasso autologo come filler viso

Medicina rigenerativa: il grasso autologo come filler viso


Gio 11/05/2017 | Dott. Mario Goisis

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Il grasso è spesso visto come la causa di molti inestetismi del corpo e diventa per tale ragione il nemico da combattere ed annientare. Esite però una nuova branca della medicina estetica, quella rigenerativa, che sfrutta le potenzialità del tessuto adiposo trasformando tale materiale in un valido filler viso in grado di migliorare la qualità della pelle.


 


Cos'è la medicina rigenerativa


La medicina rigenerativa è una nuova branca della medicina estetica che si occupa di correggere difetti di volume, colore, forma di volto e corpo.


Ciò che la differenzia dalla medicina estetica classica è che, mentre quest'ultima si avvale spesso di prodotti sintetici, le tecniche di medicina rigenerativa consentono di ripristinare l'armonia del volto utilizzando sostanzialmente componenti del corpo del paziente.


Un esempio è quello dei filler viso. Nella medicina estetica classica si usano prodotti costituiti da molecole di sintesi riassorbibili.


La medicina rigenerativa prevede invece di utilizzare un mix di tessuto adiposo autologo, cellule staminali e fattori di crescita piastrinici del paziente.


Per ripristinare i volumi e correggere i solchi naso-labiali, ad esempio, nella medicina classica si utilizzano filler viso, sostanze che svolgono il ruolo di protesi volumetriche riducendo le rughe e i segni del tempo.


Nella medicina rigenerativa invece, è il grasso dello stesso paziente a fungere da riempitivo e biostimolante. Grazie a moderne tecniche di allestimento degli innesti, la struttura del grasso viene preservata garantendone una buona percentuale di attecchimento (tra il 30 ed il 50% del volume immesso tenderà ad essere stabile a lungo termine).


Una parte del tessuto adiposo iniettato si riassorbirà, l'altra riuscirà invece a mantenere autonomia e a costituire un rapporto con le strutture vascolari che lo farà permanere.


Ciò accade in maniera particolare quando al grasso vengono aggiunti derivati piastrinici arricchiti in cellule staminali.


 


 


Nutrimento profondo per i tessuti


Nella medicina estetica tradizionale i filler ialuronici vanno ad agire come protesi volumetriche. Passato il tempo di rissorbimento si ritorna però alla situazione iniziale. Lo scopo della medicina rigenerativa è invece quello di dare prospettive a lungo termine e cambiare la qualità del tessuto.


La medicina rigenerativa lavora molto sulla vascolarizzazione perchè per ringiovanire il volto non basta solo lavorare sui volumi, ma bisogna rigenerare i tessuti in profondità. Il sangue porta ossigeno e glucosio nutrendo i fibroblasti che produrranno più fibre collagene e stimolando la presenza di acido ialuronico. Ciò implica un miglioramento del tono, della compattezza e dell'idratazione della pelle.


Molti pazienti desiderano risolvere il problema delle occhiaie, inestetismo molto visibile causato dal  sangue venoso che resta lì e genera quell'ombra bluastra che conferisce al volto un aspetto stanco. Per cambiare la situazione bisogna generare nuova vascolarizzazione (vasi capillari).


Un'altra azione svolta dal grasso è la ristrutturazione profonda dei tessuti, in particolare quando insieme al tessuto adiposo vengono iniettati anche i potentissimi derivati piastrinici, molecole dei fattori di crescita contenute nelle piastrine.


Anche in questo caso si tratta di materiale autologo, prelevato cioè dal corpo dello stesso paziente. Il PRP si ricava effettuando un prelievo venoso periferico come quando si fa un emocromo. Il sangue viene poi filtrato e centrifugato per estrarre la componente piastrinica. Nessuna sostanza di sintesi viene aggiunta: si tratta di un lavoro di selezione e sottrazione effettuato al fine di isolare la parte più preziosa e attiva. I fattori piastrinici e le cellule contenute nel grasso sono in grado di attivare i fibroblasti che a loro volta stimolano la vascolarizzazione laddove ce n'è bisogno.


Un ponte tra filler viso di sintesi e medicina rigenerativa sono le miscele di derivati piastrinici e particolari acidi ialuronici che agiscono su due fronti: rilanciare la vascolarizzazione e richiamare acqua per garantire la giusta idratazione.


 


 


Come si preleva il grasso


Una questione che spesso rende i pazienti dubbiosi è la procedura di prelievo del grasso necessario a ringiovanire il volto.


Il procedimento si effettua in genere sui fianchi, le zone in cui ci sono accumuli adiposi maggiori. Non si tratta di un'azione particolarmente invasiva e risulta di norma sufficiente un'infiltrazione localizzata di anestetico prima di procedere. Il prelievo non lascia segni visibili, ma solo una sensazione di indolenzimento che sparisce di norma nell'arco di 5/6 giorni.


Il prelievo di grasso dal fianco non rappresenta una liposcultura: la quantità di grasso che viene prelevata è minima. Dei 100/200cc di grasso contenuto in ogni lato ne vengono prelevati soltanto 10cc perciò non si provocano alterazioni volumetriche.


Al contrario, se un paziente decide di sottorporsi a liposcultura può essere una buona idea utilizzare una piccola parte del grasso asportato come filler per migliorare gli inestetismi del volto.


Una volta prelevato, il tessuto adiposo viene trattato meccanicamente. L'unica cosa che si usa oltre al tessuto autologo del paziente è della soluzione fisiologica. Una parte del grasso viene lasciata così com'è, trattata il meno possibile perchè deve rimanere intatta e dare volume. L'altra parte agisce invece, grazie alle cellule staminali, sulla stimolazione delle cellule basali, quelle che costituiscono lo strato più profondo della pelle.


L'impianto del tessuto adiposo autologo avviene con le stesse modalità utilizzate per i filler viso tradizionali: aghi o cannule per effettuare l'impianto e dell'anestetico locale quando necessario per ridurre il fastidio.


In definitiva, il vantaggio delle sostanze autologhe è quello di consentire di effettuare un lavoro a lungo termine. Il grasso in particolare è il tessuto più versatile che noi abbiamo ed è una risorsa energetica e funzionale in grado di determinare cambiamenti significativi e migliorare la qualità dei tessuti impoveriti di matrice extracellulare.


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