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Bioristrutturazione per ringiovanire la pelle del viso

Bioristrutturazione per ringiovanire la pelle del viso


Mer 12/05/2021 | Dott. Valeria Chiapatti

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Con il termine bioristrutturazione si fa riferimento, nel campo della medicina estetica, a tutte quelle procedure che aiutano a riattivare i normali processi di turn over cellulare sommando biostimolazione e biorigenerazione, ai fini di ottenere un ringiovanimento del volto naturale e armonioso.

Con il passare del tempo, il volto va inevitabilmente incontro a dei cambiamenti sia a livello di texture cutanea, che per quanto riguarda i volumi e le linee quali diretta conseguenza. Questo perché l’invecchiamento è un processo fisiologico inevitabile, ma curare la pelle attraverso alimentazione corretta, skin care quotidiano e trattamenti di medicina estetica non invasiva o mini invasiva aiuta senza dubbio la pelle ad affrontare meglio l’invecchiamento.

Il trattamento di bioristrutturazione viene eseguito attraverso tecniche di medicina estetica mini invasiva. A seconda dell’età, del tipo di pelle e della presenza di eventuali inestetismi (es. cicatrici d’acne, ecc.) vengono scelti uno o più metodi rispetto ad altri. Il principio alla base di tutte le procedure è sempre quello di agire stimolando i processi fisiologici di turn over cellulare e di biostimolazione e biorigenerazione, promuovendo la produzione da parte del derma di collagene, elastina ed acido ialuronico.

Collagene, elastina ed acido ialuronico sono elementi indispensabili per mantenere la pelle giovane ed elastica. Le prime due sono proteine fibrose: il collagene è in generale la proteina più abbondante presente nell’organismo, in particolare nei tessuti connettivi come ad esempio le cartilagini delle articolazioni, ma anche per l’appunto il derma, il tessuto connettivo dell’epidermide. L’elastina forma insieme al collagene, e proprio a livello del derma, una rete solida e stabile che permette di mantenere tono e compattezza dell’epidermide. L’acido ialuronico è invece uno zucchero, e più nello specifico un disaccaride. La sua particolarità è quella di riuscire a legare a sé tantissime molecole di acqua, formando una matrice gelatinosa che si insinua nella rete formata da collagene ed elastina, importante nel mantenimento dei volumi del volto.

Con l’invecchiamento accade che i fibroblasti del derma rallentino la produzione di collagene ed elastina, per cui si arriva ad un punto nel quale le molecole neoformate non sono più sufficienti a sostituire quelle vecchie, che invece vanno incontro a degradazione. L’epidermide perde così compattezza ed elasticità, lasciando spazio alla comparsa di tutti quei segni che caratterizzano l’ invecchiamento cutaneo: perdita di idratazione e luminosità, comparsa di rughe d’espressione, accentuazione della lassità cutanea con conseguente scivolamento della pelle verso il basso.

La bioristrutturazione, combinando trattamenti di biostimolazione e biorigenerazione, cerca di contrastare l’invecchiamento cutaneo proprio andando a supportare e stimolare questi processi biologici che sono naturalmente meno efficienti con il passare del tempo e l’aumento dell’età anagrafica. Attraverso l’impiego di procedure mini invasive come peeling e filler (in particolare lo skin saver), la bioristrutturazione permette di attenuare i segni dell’invecchiamento restituendo al viso caratteristiche quali freschezza e idratazione profonda, elasticità e compattezza.

Invecchiamento cutaneo: quali sono i segni e le cause


L’invecchiamento cutaneo è un processo complesso nel quale sono coinvolti fattori fisiologici e fattori ambientali. 

Se parliamo di fattori fisiologici rientriamo nel cosiddetto crono-aging, ossia l’invecchiamento legato all’età. In questo caso la causa principale è la diminuzione delle riserve di collagene, elastina e acido ialuronico, che portano il tessuto cutaneo a perdere idratazione, elasticità e compattezza. Si accentuano le rughe, si perdono i volumi e nel tempo anche la definizione delle linee.

I fattori ambientali determinano invece la comparsa dei segni dell’invecchiamento cutaneo a causa dell’esposizione cronica, per cui il viso è la parte del corpo nei quali essi sono più evidenti perché continuamente esposta. 

Il vento e le basse temperature tendono ad esempio a danneggiare il film idrolipidico superficiale, una sorta di pellicola che protegge i tessuti sottostanti alla cute ed aiuta a mantenere l’idratazione profonda del tessuto. Se si perde la continuità dello stesso, si intravedono segni quali disidratazione e secchezza cutanea.

Il sole, e quindi i raggi UV, sono invece responsabili del cosiddetto foto aging, ossia l’invecchiamento dovuto all’esposizione cronica ai raggi UV. I segni del foto-aging sono principalmente le rughe, in particolare quelle di tipo “attinico”, le quali hanno la particolarità di fare sembrare la pelle quasi “sgualcita”, con un aspetto simile a pergamena. 

Il crono-aging invece accentua inizialmente le rughe di espressione, ossia quelle derivanti dalla contrazione dei muscoli mimici del volto. Queste rughe sono già evidenti nelle pelli più giovani, spesso anche prima dei 30 anni. Dopo i 45-50 anni le rughe si accentuano e diventano invece solchi più profondi, ai quali si affiancano segni quali perdita di volumi e lassità cutanea.

Riattivare i processi di turnover cellulare: il peeling


Una delle più antiche tecniche per migliorare  il turnover cellulare è il peeling chimico, che provoca una forma accelerata di esfoliazione cutanea attraverso l’uso di sostanze chimiche ad azione caustica.

Il peeling induce il rinnovamento degli strati più superficiali e stimola la produzione di nuovo collagene da parte dei fibroblasti.

I peeling chimici si classificano in base alla loro capacità di penetrazione nella cute e alla conseguente profondità di azione. Il livello di profondità dipende dal tipo di sostanza, dalla sua concentrazione e dal tempo di applicazione.

Biostimolazione e biorigenerazione: trattamento “Skin Saver” a base di acido ialuronico e glicerolo


Come detto, non esiste un’età specifica per sottoporsi ad un ciclo di biorivitalizzazione poiché tutti abbiamo bisogno di nutrire, idratare, dissetare: è la nostra pelle che ce lo chiede: se la pelle ha sete “tira” e se tira diventa anelastica, rendendo le rughe inesorabilmente più visibili.

Un mix di acido ialuronico libero e uno zucchero, come il glicerolo, ha come target pelli particolarmente disidratate e secche.

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