La dermatite atopica, cause e cure

La dermatite atopica, cause e cure


Lun 04/01/2021 | Dott. Tania Basile

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Cos’è la dermatite atopica


La dermatite atopica è una patologia infiammatoria della pelle a carattere cronico che si manifesta con il tipico arrossamento, secchezza della pelle e vescicole. I sintomi tendono ad aumentare di intensità e aggravarsi nel corso del tempo per cui si passa da lievi eritemi a condizioni di lichen grave. La dermatite atopica si accompagna, inoltre, con intenso e frequente prurito oltre che a dolore diffuso, soprattutto nelle aree dove il disturbo ha creato lesioni cutanee di media e grave entità.

Questo disturbo colpisce il 20% dei bambini nei paesi industrializzati e nelle grandi aeree urbane del mondo e sottolinea come parte delle cause scatenanti della patologia siano imputabili a cause ambientali e altri fattori secondari conseguenti. Negli adulti la percentuale è decisamente minore e in genere legata al cronicizzarsi del problema o a recidive.

Come capire se si ha la dermatite?


La dermatite atopica presenta molti sintomi in comune con altre patologie affini a carico dell’apparato tegumentario pertanto la diagnosi del problema deve essere effettuata da un medico capace di analizzare i singoli sintomi, casi di predisposizione familiare ed eventuale storia di allergie alimentari. Nelle dermatiti atopiche più acute il medico può valutare la biopsia dei tessuti delle lesioni cutanee.

Oltre alla diagnosi basata sull’anamnesi del paziente, esistono esami diagnostici specifici per determinare la presenza di dermatite atopica su base allergica. Il primo è rappresentato dal Patch Test, un esame che prevede l’applicazione di sostanze allergizzanti sulla cute con conseguente monitoraggio degli effetti. L’Atopy Patch Test, invece, è effettuato con particolari cerotti che considerano altri allergeni come acari e graminacee. Infine possono essere effettuati altri testi specifici basati su altri allergeni alimentari.

I sintomi più comuni della dermatite atopica sono:

  • Eritema, ovvero irritazione cutanea.

  • Vescicole

  • Croste

  • Pelle secca

  • Lichenificazione

  • Desquamazione


Come curare la dermatite atopica negli adulti?


La cura della DA negli adulti è assai complessa e, spesso, non risolutiva. I trattamenti utilizzati, difatti, riescono a curare solo alcuni aspetti o ridurre i sintomi. Inoltre, la cura della patologia è strettamente legata alle condizioni generali del soggetto, all’età, alla concomitanza di altri disturbi e alla presenza di allergie.

Le terapie più diffuse prevedono:

  • Applicazione di corticosteroidi

  • Antistaminici, in relazione ad eventuali cause di tipo allergico.

  • Antivirali ed antibiotici

  • Emollienti, per mantenere il film idrolipidico e lenire la condizione della cute

  • Fototerapia


Inoltre è importante considerare:

  • Dopo bagno asciugarsi con tamponatura e non sfregando

  • Utilizzare indumenti con fibre naturali

  • Evitare detergenti, sia per l’igiene personale che della casa, aggressivi

  • Assumere quotidianamente fermenti lattici probiotici


Cosa può causare la dermatite atopica?


Le cause scatenanti della dermatite atopica sono molteplici e non sempre correlate tra loro. Vi sono ancora molti aspetti legati all’eziologia del disturbo non chiari ai ricercatori come ad esempio se vi sia relazione con il lavaggio frequente nelle manifestazioni in età pediatrica della patologia.

Le principali cause della dermatite atopica sono:

  • Predisposizione genetica

  • Disfunzione e/o alterazione della barriera epidermica

  • Fattori ambientali

  • Meccanismi immunologici


Per quanto riguarda la predisposizione genetica è stato osservato come in alcune famiglie il disturbo tenda a manifestarsi con una incidenza maggiore rispetto ad individui senza una storia familiare di dermatite atopica. Mentre, per quanto riguarda la disfunzione della barriera lipidica, il disturbo può essere legato a lavaggi con prodotti eccessivamente aggressivi, patologie o l’esposizione a condizioni che vanno a danneggiare la naturale barriera della pelle.

Sul piano dei fattori ambientali le cause possono essere di diversa natura e riassumibili in:

  • Alimenti

  • Allergeni dell’aria e delle superfici

  • Prodotti ad uso topico

  • Inquinamento ambientale

  • Abbigliamento

  • Sudorazione


Come curare la dermatite al viso?


Il trattamento della DA al viso segue un iter comune alle altre forme di dermatiti prevedendo l’applicazione topica di corticosteroidi oppure all’assunzione degli stessi per via orale nei casi più gravi. Un passaggio importante è rappresentato dall’uso di sostanze emollienti per ridurre gli effetti della malattia sulla pelle e lenire la sensazione di prurito. Quest’ultima condizione spinge i pazienti a grattarsi aumentando il rischio di infezioni e il peggioramento della patologia.

Quando la dermatite atopica si accompagna a storie di allergie è necessario intervenire con antistaminici. Antivirali, antibiotici, e antimicotici sono utilizzati, invece, nel caso di infezioni o per prevenirle nel caso lo stato della cute sia fortemente danneggiato ed esposto ad agenti patogeni.

Cosa non mangiare per la dermatite seborroica?


La difficoltà nella cura delle dermatiti, ed in particolare della dermatite seborroica, implica uno sforzo su più fronti per contenere il problema. L’alimentazione è una delle armi a disposizione per contrastare e ridurre gli effetti della dermatite sull’organismo. Come spesso accade nella ricerca di una alimentazione sana, la dieta migliore è basata sull’utilizzo di prodotti non lavorati e raffinati, frutta e verdure fresche di stagione, olio di oliva, pesce e carni magre mentre sono da evitare latte e derivati nonché grassi saturi, alcool, prodotti lievitati e zuccheri sotto qualsiasi forma.

Anche i carboidrati non sono amici della dermatite così come frutti di mare e spezie. In genere bisogna evitare tutti quei cibi che contengono sostanze che incidono sui processi infiammatori come ad esempio i carboidrati stessi o gli omega-6; al contrario cibi ricchi di omega-3 contribuiscono a combattere irritazioni ed infiammazioni.

Cosa vuol dire avere la pelle atopica?


La traslitterazione dal greco del termine átopos (ἄτοπος) suggerisce la composizione del vocabolo dalla parola topos (τόπος), ovvero luogo, e dalla á privativa a significare “senza luogo”. In campo medico è utilizzato da sempre per definire un disturbo singolare, non definito e inusuale. In senso più ampio, è chiamato a definire una naturale predisposizione alle allergie e come aggettivo per identificare alcuni tipi di dermatite, asma, congiuntivite e rinite.

Come lavarsi con la dermatite atopica?


Lavarsi, e soprattutto asciugarsi, con la dermatite atopica non è affatto semplice. Innanzitutto bisogna evitare lunghi bagni, sia per ridurre i rischi di esposizione ad agenti patogeni sia a causa dell’azione di calcare e cloro sulla pelle che tendono, rispettivamente, a disidratare e irritare la cute. Si devono, a tal proposito, preferire docce rapide e frequenti per garantire la necessaria pulizia del corpo pur non aggravando lo stato di salute della pelle.

Sull’uso dei prodotti detergenti, bisogna utilizzare sostanze non irritanti per la pelle eliminando saponi con tensioattivi schiumogeni a favore di gel, emulsioni oleose ed altri prodotti specificamente indicati per il trattamento delle dermatiti. È importante ricordare che dopo il lavaggio si deve preferire una tamponatura della pelle con tessuti delicati piuttosto che lo sfregamento come generalmente avviene.

Quanto tempo dura la dermatite atopica?


La dermatite atopica non ha una durata ben definita a causa del suo carattere cronicizzante e recidivante. Questo comporta che il disturbo si manifesti costantemente nell’arco della vita dei soggetti che ne hanno sofferto in passato con l’alternarsi di fasi acute e momenti di apparente scomparsa. Vi sono relazioni con la stagionalità tanto è vero che nel periodo invernale ed in primavera si registrano fasi di riacutizzazione della malattia. Nei bambini non è inusuale che la dermatite scompaia nel giro di pochi mesi o qualche anno, mentre tra gli adulti la possibilità di cronicizzazione è decisamente più concreta.

In collaborazione con Pasquale Ambrosio

Fonti:

-           Tullio Cainelli, Alberto Giannetti, Alfredo Rebora, Manuale di dermatologia medica e chirurgica, McGraw Hill 2017.

-           Fitzpatrick - Wolff - Johnson – Saavedra, Fitzpatrick - Manuale atlante di Dermatologia Clinica, Piccin 2014.

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