Dermolipectomia cosce: il “lifting” chirurgico per gambe toniche e affusolate

Dermolipectomia cosce: il “lifting” chirurgico per gambe toniche e affusolate


Lun 28/09/2020 | Dott. Stefania Guerrini

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Le gambe sono considerate da sempre simbolo di seduzione e sensualità femminile. Se si pensa al cinema, all’arte in generale o anche semplicemente all’estetica, le gambe sono al centro dell’inquadratura quando si parla della bellezza di una donna. Lunghe, toniche e affusolate: sono queste le caratteristiche delle gambe ideali. Purtroppo però, nella realtà gambe così sono abbastanza rare, perché molti difetti estetici tipici di una donna, quali ad esempio ritenzione idrica e cellulite, si concentrano proprio sulle cosce.

Oltre a questo, anche sulle cosce così come negli altri distretti corporei, con il tempo diventano evidenti quei segni caratteristici dell’invecchiamento cutaneo: il tessuto cede e tende a scivolare verso il basso per effetto della forza di gravità, nonché perde tonicità e si “svuota”, determinando anche la formazione di rughe.

Nei distretti corporei caratterizzati dal cedimento del tessuto cutaneo è presente della pelle in eccesso, che l’intervento di lifting va ad asportare per ridare compattezza e tonicità al tessuto. Se ci si trova inoltre in una situazione di post-gravidanza o post-dimagrimento, la pelle in eccesso è ovviamente più evidente, proprio perché c’è stato uno svuotamento più o meno rapido del tessuto stesso.

La dermolipectomia delle cosce è un intervento di lifting chirurgico, eseguito con lo scopo di esportare la cute e l’eventuale tessuto adiposo in eccesso. Può essere realizzata in diversi distretti corporei, ma per quanto riguarda specificatamente le gambe, essa in genere viene eseguita nella regione interna delle cosce.

L’intervento viene realizzato quindi non tanto per eliminare il grasso in eccesso, ma quanto per ridare tonicità e compattezza nei distretti corporei nei quali la pelle appare flaccida, a causa di invecchiamento, gravidanze o dimagrimento importante. Attraverso la dermolipectomia si elimina il tessuto in eccesso ormai anelastico e si rimodella la zona per renderla nuovamente tonica e compatta.

Fermo restando che la dermolipectomia è un intervento di lifting, una volta che si interviene è possibile eliminare anche l’eventuale tessuto adiposo in eccesso presente, ma se il volume di grasso è importante si ricorrerà ad altre tipologie di interventi per asportarlo, come la lipoaspirazione o la liposuzione. La dermolipectomia in questi casi potrà essere utile in un momento successivo, per asportare la cute in eccesso e ricompattare il tessuto.

 

Quali sono le cause degli inestetismi sui quali agisce la dermolipectomia cosce


Gli inestetismi sui quali si ottengono risultati migliori con una dermolipectomia, sono quelli caratterizzati da un lieve eccesso di tessuto adiposo unito ad una perdita di elasticità cutaneo.
Guardando specificatamente alle cosce, quello che capita più di frequente è la formazione di “cuscinetti” adiposi nella parte più alta, inestetismo che non è per forza collegato al sovrappeso ma che può essere presente anche in donne normopeso. I cuscinetti adiposi sono spesso infatti il risultato di squilibri o semplici oscillazioni ormonali, ritenzione idrica e sedentarietà. Anche l’alimentazione ha ovviamente un ruolo importante. Se si consumano calorie in eccesso si va verso il soprappeso, ma se non si mettono in tavola i cibi corretti si possono comunque favorire la formazione di cuscinetti adiposi e cellulite, pur essendo magri o più in generale normopeso.

Altro inestetismo migliorabile con la dermolipectomia cosce è la presenza di tessuto cutaneo in eccesso, dovuta al normale processo di invecchiamento o a situazioni particolari quali un dimagrimento rapido o un post-gravidanza.

La zona delle gambe che solitamente mostra questo inestetismo è l’interno coscia, anche perché il muscolo è tendenzialmente meno allenato. Il cedimento tissutale si verifica perché la pelle perde elasticità, dato che con l’età diminuisce nell’organismo la produzione di collagene ed elastina, due proteine che formano una struttura solida di sostegno per l’epidermide. Oltre a questo accade anche che i muscoli perdano tonicità, il che non fa altro che intensificare l’inestetismo.

 

Dermolipectomia cosce: come funziona l’intervento


Come già asserito in precedenza, questo intervento consiste nella asportazione della cute e/o del tessuto adiposo in eccesso a carico della superficie mediale delle cosce.
Area in cui si evidenzia, in genere, una maggior rilassatezza dei tessuti, dovuta a molteplici fattori, quali l'avanzare dell'età e conseguente perdita di del tono muscolo-cutaneo, la gravidanza e, non da ultimo, un eccessivo calo ponderale.
Questo atto chirurgico ci permette di migliorare il profilo interno delle cosce, conferendo un aspetto decisamente più tonico.
Spesso viene associata alla liposcultura. Con questa metodica si possono, inoltre, trattare altre aree come il profilo laterale delle cosce ed i glutei.
Qualora la paziente sia in sovrappeso si consiglia una dietoterapia al fine di raggiungere il peso ottimale.

Va precisato che si tratta di un intervento complesso e generalmente non è routinario. Inoltre, non è una procedura completamente standardizzabile, ma viene personalizzata sulla base delle caratteristiche individuali.
La procedura viene sempre eseguita in anestesia generale e necessita di un ricovero ospedaliero della durata, in genere, di 3-4 giorni.
I tempi operatori oscillano tra le 2-4 ore a seconda dell'entità della riduzione che si vuole ottenere.
Come già accennato, implica la rimozione dell'eccesso cutaneo-adiposo della parte supero-mediale delle cosce, grazie a una incisione a losanga della superficie interna delle cosce stesse fino a raggiungere posteriormente il solco inter-gluteo.
In casi estremi, tale incisione può estendersi fino al ginocchio.

Quando la superficie interna delle cosce manifesta un eccessivo strato adiposo, è preferibile privilegiare una lipoaspirazione, al fine di limitare, quanto più possibile, la lunghezza delle cicatrici.
Inoltre, grazie alla lipoaspirazione, possiamo ridurre il pannicolo adiposo sottocutaneo, rendendo, così, più facile ed efficace il sollevamento e la distensione cutanea.
I margini inferiori della ferita vengono, di prassi, fissati in profondità ai tessuti sottostanti: questo, al fine, di limitare la visibilità e l'eventuale successiva discesa della cicatrice.
È buona norma eseguire delle suture molto accurate per rendere il più possibile meno evidenti le cicatrici.
Al termine dell'intervento, si consiglia il posizionamento di uno o più drenaggi e viene fatta indossare immediatamente una guaina elastica, che la paziente dovrà indossare, giorno e notte, per 15 - 20 giorni.

 

Risultati, durata, eventuali rischi e controindicazioni


Le controindicazioni a questo intervento sono simili a quelle di qualsiasi atto chirurgico. Vale a dire: gravidanza, malattia neoplastica, deficit o alterazione dei fattori della coagulazione, assunzione di farmaci che interferiscono con la coagulazione, ecc. I quali andranno sospesi una settimana prima dell'intervento. Mentre un mese prima della procedura chirurgica, la paziente dovrà sospendere l'assunzione di farmaci estro-progestinici (pillola anticoncezionale) per diminuire i rischi tromboembolici.

Nel follow-up vengono sempre somministrati antibiotici per 5-6 giorni e viene effettuato un trattamento antitromboembolico con eparina per 10-15 giorni.
Nel post-operatorio è molto importante una minuziosa igiene personale a carico dell'area anogenitale.
Il dolore verrà controllato con i comuni farmaci analgesici, evitando l'uso di quelli che interferiscono con la coagulazione, aumentando il tempo di sanguinamento (aspirina, ibuprofene, ecc.).
La paziente dovrà fare i conti con ecchimosi, ematomi, edema, che, in genere, regrediscono in una decina di giorni e fanno parte del normale iter post-operatorio.
In alcune aree, la paziente potrà avvertire un indurimento sottocutaneo che tenderà a regredire spontaneamente nell'arco di alcuni mesi.
Un rialzo termico potrebbe manifestarsi nei giorni successivi all'atto operatorio.
Una riduzione della sensibilità cutanea è normale e può durare per alcuni mesi.

Fanno parte delle complicanze, eventuali sanguinamenti (di scarsa entità e non preoccupanti), infezioni in genere legate a scarse norme igieniche, sieromi, deiscenza della ferita in seguito a movimenti eccessivi e spesso in relazione a fumatrici o pazienti diabetiche, flebiti e/o tromboflebiti (raramente), necrosi cutanea o liponecrosi (da scarsa irrorazione sanguigna o post flogosi), lesioni  nervose (raramente) che implicano solo conseguenze sensitive per alcune settimane, asimmetrie del profilo corporeo, ondulazioni cutanee (possono essere di piccola entità e spesso sono legate non solo all'esito operatorio, ma all'atteggiamento posturale della paziente stessa), linfedema, discromie, pigmentazioni.

È buona norma, per almeno 2 settimane, evitare gli sforzi, usare precauzioni nel sedersi, nel divaricare le gambe, astenersi dal guidare l'automobile e tutti i movimenti e/o le posture che possono arrecare tensione sulle suture.
Importante, invece, è una precoce deambulazione, anche se spesso arreca fastidio, a fine di prevenire le complicanze tromboemboliche.
L'attività fisica potrà essere ripresa dopo un mese, mentre quella lavorativa dopo 15 giorni.
Dovrà evitare l'esposizione al sole od alle lampade abbronzanti e a fonti di calore eccessive (saune, ecc.).
La guaina elastica andrà, come già asserito prima, indossata giorno e notte per 15-20 giorni.
Si consiglia, inoltre, l'uso di un collant 70 den. nelle ore diurne per almeno 2 mesi.

Comunque, statisticamente, questa procedura, se eseguita su pazienti in buone condizioni generali di salute non comporta complicanze di sorta.
Il risultato estetico è di norma soddisfacente perché migliora esteticamente il profilo dell'arto trattato e corregge le irregolarità dovute alla perdita dell'elasticità cutanea.
Il risultato ottimale si ha dopo 3-6 mesi ed è permanente.
Però con il passare degli anni, a causa dei normali processi di invecchiamento cutaneo, si potrebbe evidenziare una progressiva ed inevitabile riduzione del tono.
Tutto ciò resta individuale ed è in relazione a fattori costituzionali e ad abitudini vita.
Se la lassità dovesse essere eccessiva si può procedere ad un intervento correttivo.
Un capitolo a parte riguarda l'esito cicatriziale con il quale bisogna fare i conti. In genere, le cicatrici sono occultabili in quanto vengono mimetizzate nel solco gluteo o nella piega inguinale.
Ma con il passare degli anni possono, a causa della forza di gravità, trazionare i tessuti sovrastanti (grandi labbra, ecc.) oppure diastasarsi o ancora, legati a fattori genetici essere ipertrofiche o addirittura cheloidee.
In ogni caso citato, si può ovviare con una rimozione della cicatrice in anestesia locale.

 

 

 

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