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Varici o vene varicose


Mar 13/09/2022 | Redazione Tuame

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DEFINIZIONE

Le varici, conosciute anche come vene varicose, sono dilatazioni abnormi e sacculari delle vene. In genere, gli arti inferiori risultano essere il distretto anatomico maggiormente afflitto da tale disturbo vascolare. Le varici sono facilmente individuabili poiché assumono una caratteristica forma con andamento tortuoso. Le vene varicose, oltre a rendere più complessa la deambulazione, danneggiano in modo consistente l’aspetto estetico della persona. La diagnosi può essere formulata da un chirurgo vascolare, da un cardiologo o da un angiologo. Il trattamento viene scelto tenendo in considerazione i sintomi del paziente e l’entità della dilazione venosa; la terapia può essere conservativa o chirurgica.

COS’È

Le varici, o vene varicose, rappresentano un disturbo vascolare caratterizzato da un’importante dilatazione delle vene. I vasi colpiti da tale patologia, oltre ad ingrossarsi, mostrano un tipico decorso tortuoso. Inoltre, assumendo delle sfumature cromatiche che tendono al blu/ viola, le varici riducono drasticamente l’armonia estetica della regione colpita.

Le vene varicose, localizzandosi principalmente a livello delle gambe e dei piedi, tendono a bersagliare maggiormente i soggetti di sesso femminile.

La presenza di tale disturbo a carico delle vene determina un deficit nella circolazione sanguigna che può associarsi all’insorgenza di numerose complicazioni per la salute del paziente.

SINTOMI

Le varici si associano alla comparsa di un quadro sintomatologico molto caratteristico. Infatti, nelle prime fasi della dilatazione patologica del vaso, il soggetto può avvertire un pizzicore o un formicolio in corrispondenza delle regioni afflitte.

Nelle fasi successive, il paziente può lamentare:


  • Gonfiore e pesantezza (soprattutto nelle gambe);

  • Dolore ingravescente;

  • Prurito;

  • Crampi;

  • Aumento della temperatura nell’area colpita.


CLASSIFICAZIONE

Nell’ambito della chirurgia vascolare è possibile distinguere diverse tipologie di vene varicose. Ad esempio, per le varici che bersagliano le gambe, si distinguono:

  • Varici tronculari: si manifestano a livello delle vene più grandi, ovvero le vene safene;

  • Varici reticolari: insorgono in corrispondenza dei rami che confluiscono nelle vene safene;

  • Microvarici o teleangectasie: rappresentano le dilatazioni a carico delle venule più piccole del sistema vascolare venoso.


CAUSE E FATTORI DI RISCHIO

La causa principale dello sviluppo delle vene varicose è da ricercare nel deficit funzionale delle valvole venose. Tali strutture, in condizioni normali, garantiscono la corretta circolazione del sangue. Al contrario, quando subiscono delle lesioni, danno origine alla cosiddetta “stasi venosa”, che consiste proprio nel rallentamento del flusso sanguigno.

Esistono delle particolari condizioni che possono causare una compromissione irreversibile delle strutture valvolari dell’apparato venoso. I principali fattori di rischio per lo sviluppo di varici sono:

  • Età avanzata;

  • Sesso femminile;

  • Sovrappeso e obesità;

  • Gravidanza;

  • Impieghi professionali che prevendono lunghi periodi in ortostatismo.


DIAGNOSI

Le varici vengono diagnosticate nel corso di una visita angiologica. I professionisti indicati per effettuare questo tipo di accertamento sono:

  • Cardiologi;

  • Angiologi;

  • Chirurghi vascolari.


Nel corso della visita, il paziente, attraverso la raccolta anamnestica, riferisce al medico numerose informazioni circa il suo stato di salute e sui sintomi avvertiti. All’esame obiettivo, lo specialista effettua l’ispezione e la palpazione della regione interessata dalla patologia. Inoltre, applicando alcune manovre specifiche (manovra di Homans e/o di Bauer) ricava ulteriori informazioni cliniche.

La diagnosi di vene varicose viene consolidata mediante l’esecuzione di un’ecocolordoppler.

TERAPIE

L’obiettivo principale dei trattamenti per le varici è quello di ripristinare la corretta circolazione del sangue. Inoltre, grazie allo sviluppo di tecniche chirurgiche mininvasive, oggigiorno è anche possibile migliorare il lato estetico dell’arto inferiore sofferente.

Le cure più efficaci volte al contrasto delle vene varicose sono:

  • Assunzione di integratori vitaminici: le vitamine, disponendo di spiccate proprietà antiossidanti, possono rallentare il processo degenerativo a carico delle valvole venose;

  • Utilizzo di calze contenitive: l’elasticità di tali dispositivi, esercitando una pressione costante sulle vene varicose, agevola la perfusione del sangue. Le calze contenitive devono essere indossate per tutta la durata della giornata;

  • Terapia chirurgica: è riservata ai casi più gravi. Il chirurgo vascolare, realizzando delle piccole incisioni sulla cute, rimuove le porzioni incontinenti della vena e ne ripristina la funzionalità.


RISCHI E COMPLICAZIONI

Nella maggior parte dei casi, le terapie per le varici non comportano l’insorgenza di rischi per la salute dei pazienti. Tuttavia, in alcuni casi possono verificarsi:

  • Fallimento della terapia chirurgica (recidiva)

  • Gonfiore ed arrossamento della regione trattata

  • Dolore trafittivo

  • Reazione allergica alla soluzione anestetizzante

  • Raccolta di formazioni petecchiali

  • Genesi di esiti cicatriziali antiestetici

  • Comparsa di processi infettivi


FONTI:

  • Fabrizio Maniero et al. Patologia generale e fisiopatologia generale. Padova: Piccin; 2019.

  • Gian Mario Mariuzzi. Anatomia patologica e correlazioni anatomo-cliniche. Padova: Piccin; 2006.


 


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