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Dermoide, cisti


Lun 09/05/2022 | Redazione Tuame

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DEFINIZIONE

La cisti dermoide è una cisti derivante da difetti di differenziamento delle cellule che compongono i foglietti germinativi embrionari. Questa cisti si configura come una massa disorganizzata di cellule racchiusa da una sorta di capsula e di aspetto vagamente rassomigliante alla pelle (da cui l’aggettivo dermoide). Poiché le cellule germinali possono dare origine a qualsivoglia tipo di tessuto differenziato dell’organismo, non è raro ritrovare, all’interno delle cisti dermoidi, presenza di peli, denti e cellule adipose. Nella gran parte dei casi questa condizione si verifica a livello ovarico ma, talvolta, può svilupparsi direttamente sul volto, rappresentando una fonte di disagio estetico.

COS’È

La cisti dermoide è un teratoma, ossia un tumore a potenziale benigno derivato dalla proliferazione incontrollata delle cellule germinali che compongono i foglietti embrionari. Per questa ragione, spesso la cisti dermoide è congenita, ossia presente dalla nascita. Questa cisti ricorda vagamente l’aspetto di una consueta cisti cutanea ma, al suo interno, racchiude una moltitudine di cellule tra loro eterogenee e con morfologia diversa, come peli, denti, nervi e ghiandole sudoripare. Quando si verifica a livello ovarico, la cisti dermoide può produrre una sintomatologia significativa che può inficiare la funzionalità del ciclo mestruale.

Nell’ambito della medicina estetica, le cisti dermoidi possono raramente attecchire a livello del volto, specie a livello periorbitale o a livello nasale e, in questi casi, sono disponibili vari trattamenti chirurgici che consentono l’eradicazione della neoplasia e il miglioramento estetico.

SINTOMI E CLASSIFICAZIONE

I sintomi evocati dalla presenza di cisti dermoidi vengono a dipendere dalla localizzazione in cui le cisti si dispongono, dalle loro dimensioni e dalla conformazione istologica che possiedono; quando sono localizzate a livello ovarico, esse possono determinare dolore a livello pelvico-annessiale  e alterazione del regolare ciclo mestruale. Quando invece attecchiscono a livello spinale, possono protrudere dalla colonna vertebrale, inducendo discopatie, dolore lombare, parestesie e alterazioni della deambulazione.

Le cisti dermoidi più importanti nell’ambito della medicina estetica possono essere classificate in:


  • Cisti dermoidi periorbitali, quando si dispongono a livello del contorno dell’occhio, in maniera quasi circonferenziale;

  • Cisti dermoidi epibulbari, quando si dispongono a livello della palpebra superiore o appena al di sopra dell’occhio, inducendo una tumefazione caratteristica di colore giallastro;

  • Cisti dermoidi dei seni paranasali e cisti dermoidi intra-nasali, sono molto rare e possono recare fastidi durante la respirazione.


CAUSE E DIAGNOSI

Le cisti dermoidi essendo dei tumori benigni, derivano dalla proliferazione cellulare incontrollata e senza freni delle cellule germinali che vanno a comporre i tre foglietti embrionali: ectodermico, mesodermico ed endodermico. Questa proliferazione può derivare da mutazioni dei geni che codificano per fattori di crescita o differenziamento delle cellule germinali e dunque possedere alla base un meccanismo di alterazione genica sporadico o ereditario. In alternativa, l’esposizione a fattori ambientali, definiti teratogeni, ossia in grado di alterare i normali processi di crescita e differenziamento delle cellule germinali può condurre alla genesi delle cisti dermoidi.

La diagnosi delle cisti dermoidi viene effettuata dal medico dermatologo con la collaborazione del medico anatomopatologo e del medico specializzato in tecniche radiodiagnostiche; l’esame obiettivo rivela la presenza di una cisti dalla configurazione eterogenea, spesso con elementi dissimili, come peli, capelli e abbozzi di nervi mentre l’ecografia e la TC possono fornire informazioni più accurate circa le dimensioni e la composizione della cisti stessa. L’esame bioptico è però l’esame gold standard per porre diagnosi di cisti dermoide, differenziandola da altri tipi di cisti.

TRATTAMENTI

L’unico approccio che fornisce un risultato drastico e risolutivo nella correzione della cisti dermoide è quello chirurgico: solo la rimozione completa della cisti e l’evacuazione del suo contenuto permette di ridurre il disagio provocato dalla presenza della cisti nell’area del volto, soprattutto se disposta a livello periorbitale o epibulbare.

Una tecnica chirurgica utilizzata nel trattamento della cisti dermoide e di altri tipi di cisti, come la cisti del dotto di Gartner o la cisti pilonidale, è quella della marsupializzazione.

La marsupializzazione consiste nell’effettuare un’incisione netta sulla superficie della cisti, suturandone i lembi che aggettano verso l’esterno: lo scopo è quello di permetterne il drenaggio in maniera costante, dall’interno verso l’esterno. Tale tecnica viene attuata quando la cisti è di dimensioni elevate e il solo drenaggio mediante catetere non è sufficiente per l’evacuazione dell’intera cisti. La procedura è eseguita in regime ambulatoriale, con la somministrazione di una sostanza anestetica a uso locale e con un breve periodo di osservazione di circa un’ora, prima delle dimissioni del paziente. Nel post-operatorio è importante attenersi alle raccomandazioni impartite dal medico e applicare con costanza impacchi di ghiaccio sulla superficie trattata.

RISCHI E COMPLICAZIONI

Le maggiori complicazioni che possono derivare da un intervento di chirurgia estetica condotto su una cisti dermoide sono:

  • Edema;

  • Infezione;

  • Sanguinamento;

  • Reazione allergica alla sostanza anestetizzante.


FONTI:

  • Pietro Donati. Dermatopatologia clinica. Torino: Minerva medica; 2018.



  • June Seok Choi et al. Dermoid cysts: Epidemiology and diagnostic approach based on clinical experiences. Arch Plast Surg. 2018 Nov;45(6):512-516.


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