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Depigmentanti


Lun 09/05/2022 | Redazione Tuame

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DEFINIZIONE

Le creme depigmentanti, definite anche creme schiarenti, rappresentano una particolare categoria di cosmetici, in grado di contrastare ed attenuare le ipercromie della cute, mediante l’induzione di diversi meccanismi di azione. La prescrizione delle creme depigmentanti deve essere effettuata dal medico dermatologo o dal medico di medicina estetica, dopo aver eseguito una visita approfondita. Le creme depigmentanti combattono gli inestetismi cutanei legati all’aging oppure possono attenuare ipermelanosi congenite, ossia presenti dalla nascita. Non tutte le creme depigmentanti esercitano lo stesso effetto: ogni crema possiede un peculiare meccanismo d’azione e un suo bersaglio cutaneo.

COSA SONO

Le creme depigmentanti, come suggerisce lo stesso nome, agiscono in seno alla cute, correggendo ed attenuando la presenza di macchie iper-pigmentate, dovute all’accumulo e all’attivazione della melanina, il pigmento scuro della pelle. Queste creme agiscono inibendo la produzione della melanina o evitando che essa possa interagire con i propri recettori, attivandosi; infatti, a seconda del principale principio costituente la crema, essa può intervenire sull’ipermelanosi in modalità differenti. Le principali creme sono a base di acido retinoico, di acido cogico o di idrochinone ed esercitano la loro azione soprattutto sulle macchie indotte dall’esposizione eccessiva al Sole, come la lentigo solare o le macchie solari ipermelaniche.

Nell’ambito della medicina estetica e della dermatologia, molti soggetti, tra cui donne, ricorrono all’utilizzo mirato delle creme depigmentanti, in quanto la densità di macchie ipercromiche sulla cute aumenta all’aumentare dell’età, soprattutto nel periodo post-menopausale.

NOMI ALTERNATIVI

Le creme depigmentanti, a causa dell’effetto esercitato sulla cute, sono anche note come creme schiarenti e, più raramente, come creme decoloranti.

INDICAZIONI IN MEDICINA ESTETICA E DERMATOLOGIA

Nel settore della medicina estetica e della dermatologia, le creme depigmentanti consentono di ottenere buoni risultati ma in tempi relativamente lunghi: infatti i primi effetti marcatamente visibili sulla cute sono evidenti a partire dai 6 agli 8 mesi successivi alla prima applicazione.

Prima di applicare la crema depigmentante è necessario dapprima effettuare una visita dermatologica, in cui si procede all’ispezione accurata, anche tramite dermatoscopia a epiluminescenza, di tutte le discromie cutanee in senso ipercromico riferite dal paziente. Successivamente, chiarita la classificazione e la natura dell’inestetismo, si procede alla scelta del trattamento schiarente più efficace, le cui modalità di applicazione sono dettagliatamente fornite al paziente.

L’esecuzione del trattamento depigmentante deve avvenire tenendo conto dei seguenti accorgimenti:


  • Applicazione di uno strato labile e sottile di crema schiarente direttamente sul contorno dell’area ipercromica, nel numero di volte indicato dal medico dermatologo, di norma almeno due volte al giorno;

  • Dopo l’applicazione del prodotto, è di fondamentale importanza lavare bene le mani con prodotti idonei, evitando il contatto con la propria pelle o con la pelle di altre persone nella mezz’ora successiva;

  • Non applicare le creme schiarenti direttamente sul contorno palpebrale o in prossimità della congiuntiva, al fine di incorrere in conseguenze anche gravi; per il contorno occhi sono infatti presenti in commercio creme adatte allo scopo;

  • Se la pelle presenta delle soluzioni di continuo come escoriazioni, ustioni, cicatrici non ancora mature e lesioni di vario genere, l’applicazione della crema depigmentante è controindicata.


Le condizioni che più di frequente richiedono l’applicazione di creme depigmentanti sono:

  • Ipercromie di origine congenita-enzimatica;

  • Ipercromie di origine vascolare;

  • Ipercromie di origine ematica;

  • Iperpigmentazioni localizzate;

  • Ipercarotenemie;

  • Discromie conseguenti all’applicazione di pigmenti esogeni (come nei tatuaggi);

  • Ispessimento della cute.


CLASSIFICAZIONE

Le creme depigmentanti, o schiarenti, utilizzate nella comune pratica della medicina estetica e dermatologica sono a base di diverse sostanze, come:

  • Acido ascorbico, dall’elevato potere anti-ossidante e induttore della proliferazione cellulare;

  • Acido cogico, che inattiva l’attività enzimatica della tirosinasi, l’enzima responsabile della formazione della melanina;

  • Acido azelaico, anch’esso inibitore enzimatico della tirosinasi;

  • Arbutina, che inibisce l’enzima tirosinasi ma in maniera differente rispetto ai precedenti;

  • Acido ellagico, che inattiva l’enzima tirosinasi tramite sequestro dello ione rame;

  • Vitamina PP (o B3), antagonizza la mobilizzazione dei melanosomi dai melanociti ai cheratinociti;

  • Idrochinone, che sopprime la produzione di nuovi melanociti;

  • Acido retinoico, che stimola la produzione delle cellule cutanee.


I corticosteroidi, sebbene esercitino un importante effetto anti-flogistico, sono sempre meno usati a causa dei diversi effetti collaterali che sono in grado di produrre.

PROPRIETA’

Le proprietà su cui vertono le creme depigmentanti si basano innanzitutto, come visto, sull’inibizione dell’azione enzimatica della tirosinasi, responsabile della formazione della melanina e della pigmentazione della cute; in secondo luogo, alcuni agenti inducono un maggiore rinnovamento cellulare come l’acido retinoico, mentre altre sostanze, comunemente contenute nelle creme solari, impediscono ai raggi solari di stimolare direttamente la sintesi della melanina.

RISCHI, COMPLICAZIONI ED EFFETTI COLLATERALI

I maggiori effetti collaterali che possono presentarsi in seguito all’applicazione di creme depigmentanti sono:

  • Irritazione cutanea;

  • Prurito;

  • Dermatite;

  • Sensazione di fastidio e bruciore;

  • Comparsa di reazioni allergiche.


FONTI:

  • Pasqualina Fracassi, Maria Silvia Marottoli. Dizionario di dermocosmesi. Milano: Tecniche Nuove; 2006.

  • Andrea Bovero Dall’inestetismo al trattamento cosmetico. Tecniche Nuove, 2011.


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