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Cavitazione ultrasonica


Lun 09/05/2022 | Redazione Tuame

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DEFINIZIONE

La cavitazione ultrasonica è una procedura di medicina estetica che mira a ridurre ed attenuare le adiposità localizzate sulla superficie cutanea, sfruttando il fenomeno fisico della cavitazione, ossia l’induzione della formazione di microbolle di vapore all’interno dei fluidi corporei, le quali, una volta a contatto con una superficie solida, implodono, danneggiando le cellule contigue. Mediante l’utilizzo di un apposito macchinario che eroga ultrasuoni, la cavitazione può essere sfruttata a scopo estetico per contrastare raccolte di grasso e cellulite, oppure può essere sfruttata a scopo medico per provocare la rottura di calcoli renali, come nella litotrissìa. La cavitazione ultrasonica è un trattamento con ampi margini di sicurezza e deve essere eseguito da personale medico specializzato in dermatologia o in medicina estetica.

COS’È

La cavitazione ultrasonica è un trattamento medico che si impernia sul fenomeno della cavitazione che è, tra le altre cose, il fenomeno responsabile del cosiddetto schiocco delle articolazioni. Quando si generano delle microbolle di vapore nei fluidi corporei (come nel liquido interstiziale o nel liquido sinoviale delle articolazioni) esse tendono a implodere rapidamente, una volta entrate in contatto con le superfici solide adiacenti.

Nel caso della cavitazione ultrasonica a scopi estetici, gli ultrasuoni ad alta frequenza erogati da un macchinario generano la formazione di microbolle di vapore nel liquido interstiziale del tessuto adiposo: queste microbolle, una volta implose, causano il danneggiamento e la rottura degli adipociti vicini, con riversamento e svuotamento degli acidi grassi all’esterno, che vengono poi trasportati al fegato ed eliminati.

INDICAZIONI E CONTROINDICAZIONI AL TRATTAMENTO

Come si è già specificato, il trattamento di cavitazione è riservato a quelle persone che vogliono diminuire l’impatto del grasso sulla propria superficie corporea, attenuando raccolta adipose, cellulite e pelle a buccia d’arancia.

Allo stesso tempo, però, poiché la cavitazione estetica sovraccarica il sistema metabolico e, in particolare, la clearance degli acidi grassi da parte del fegato, questo trattamento risulta controindicato nelle seguenti condizioni:


  • Diabete, sindromi metaboliche, insulino-resistenza;

  • Patologie epatiche;

  • Patologie renali;

  • Gravidanza e allattamento;

  • Pazienti con turbe della conduzione cardiaca o con vizi valvolari;

  • Pazienti con patologie della sfera coagulativa e del sistema emostatico.


PRE-TRATTAMENTO

La fase precedente al trattamento di cavitazione estetica si svolge presso lo studio del medico di medicina estetica o del medico dermatologo specializzato in cavitazione, durante il quale il medico prende nota di tutti i dati anamnestici forniti dalla paziente, ponendo particolare attenzione all’anamnesi patologica prossima e remota, verificando eventuali controindicazioni al trattamento.

Dopo la fase anamnestica, il medico procede all’esame obiettivo del paziente, ispezionando le aree del corpo interessate da adiposità e decidendo sulla fattibilità dell’intervento, se non vi sono alternative idonee alla perdita di grasso come la dietoterapia e l’attività fisica; qualora il medico ritenga che la cavitazione estetica possa effettuarsi, allora prescrive al paziente degli esami ematochimici di laboratorio, in maniera da accertarsi della sua condizione generale, valutando con attenzione soprattutto l’emocromo, la trigliceride mia, la colestorelemia, la VES e gli indici del panel coagulativo.

ESECUZIONE DELLA PROCEDURA

La procedura di cavitazione estetica si effettua in regime puramente ambulatoriale e in genere senza la somministrazione di anestetico generale o loco-regionale, a meno che il paziente manifesti una elevata ipersensibilità alla sensazione di solletico cutaneo durante la procedura stessa.

Il giorno del trattamento, è compito del paziente giungere in uno stato di idratazione ottimale per accrescere il volume del liquido interstiziale: poiché, infatti, le microbolle vengono immesse nel liquido interstiziale, più quest’ultimo è accresciuto, maggiore è l’implosione delle microbolle sulle superfici contigue; attraverso una sonda collegata a un macchinario generatore di ultrasuoni, le onde vengono veicolate sulla superficie cutanea da trattare, cercando di variare spesso la superficie di appoggio, al fine di prevenire effetti collaterali.

Nella maggior parte dei casi, sono da effettuarsi almeno sette-otto sedute di cavitazione ogni mese fino al raggiungimento dell’obiettivo programmato, ognuna delle quali dura all’incirca un’ora.

POST-TRATTAMENTO

Come si diceva, la cavitazione ultrasonica per fini estetici è una procedura che per sortire gli effetti desiderati deve poter agire in modo continuativo per diverse sedute, distanziate da un certo intervallo di tempo.

Poiché questo trattamento non è invasivo, il paziente può riprendere le consuete abitudini sociali e lavorative, avendo cura di mantenere un ottimo stato di idratazione e di rispettare una dieta equilibrata, per non vanificare i benefici ottenuti dalla cavitazione.

RISCHI E COMPLICAZIONI

I maggiori effetti collaterali che possono manifestarsi in seguito a un trattamento di cavitazione ultrasonica sono:

  • Edema e arrossamento della porzione cutanea trattata;

  • Sensazione di calore e parestesia passeggera;

  • Innesco di infiammazione severa, in casi molto rari, per riversamento degli acidi grassi erniati dalle cellule adipose nel tessuto connettivo.


FONTI:

  • Matteo Basso et al, a cura di. Medicina e chirurgia estetica del corpo. London: Elsevier Health Sciences Italy; 2011.

  • Carlo D’Aniello, Manuale di Medicina Estetica, Masterbooks, 2019.

  • Alberto Massirone, Trattato di Medicina Estetica, Piccin Nuova-Libraria, 2010.


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