Scoperta sostanza fondamentale nell’invecchiamento cutaneo

Scoperta sostanza fondamentale nell’invecchiamento cutaneo


Gio 07/05/2020 | Dott. Ippolito Savì

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di Johann Rossi Mason e Francesca Frediani


 

L’hanno definita una svolta che aprirà la strada a nuovi trattamenti anti-age. La scoperta viene dai laboratori dell’Università inglese di Newcastle che hanno identificato una sostanza della pelle che diminuisce con l’età e che avrebbe un ruolo nodale nell’invecchiamento cutaneo.
Si tratta del ‘complesso mitocondriale II’, una proteina/enzima che si trova sulla membrana cellulare a livello delle sue centrali elettriche, i mitocondri. Funziona come se ogni cellula fosse alimentata da una batteria che si scarica con gli anni: quando funziona meno efficacemente nel combattere le aggressioni esterne come i radicali liberi, questi aggrediscono anche le cellule cutanee danneggiandole.

L’individuazione di uno specifico enzima potrebbe portare alla formulazione di trattamenti cosmetici che agiscano come ‘ricarica’ di queste batterie biologiche.
La scoperta è scaturita dall’osservazione di 27 volontari tra i 6 e i 72 anni, che hanno autorizzato il prelievo di un campione di pelle di una zona non esposta al sole, per valutare le condizioni non alterate dal foto-invecchiamento. E’ stata poi verificata l’attività dell’enzima che, all’interno dei mitocondri, è coinvolto nella produzione di energia delle cellule cutanee sia dell’epidermide (la parte esterna) che del derma (la parte più profonda).

La scoperta che nei mitocondri si giochi parte del processo di invecchiamento cutaneo (anche se non si sa ancora come esternamente) aggiunge però un tassello importante alle conoscenze e potrebbe diventare in futuro un target per nuovi trattamenti anche rigenerativi.

L’invecchiamento cutaneo in realtà è un processo biologico ineluttabile di graduale declino e deterioramento della pelle: con il passare degli anni, la nostra pelle invecchia con noi. Questo processo inizia intorno ai 25 anni per le donne e intorno ai 30 anni per gli uomini.

Invecchiamento? Esterno o interno


Le cause dell'invecchiamento cutaneo sono divise in due categorie a seconda dell'origine esterna o interna all'organismo. L'invecchiamento cutaneo intrinseco è strettamente legato all'invecchiamento in generale e al passare del tempo. Viene definito anche cronoaging. I fattori intrinseci di invecchiamento sono principalmente la produzione ormonale, il patrimonio genetico e il rallentamento di tutti i processi biologici e metabolici dell'organismo umano.

L'invecchiamento cutaneo estrinseco invece è indipendente dall'età, ma è legato a tutti quei fattori esterni all'organismo che aggrediscono la pelle. I raggi ultravioletti sono sicuramente quelli che influiscono maggiormente, causando l'invecchiamento definito photoaging. L'esposizione ai raggi UV a lungo andare causa una serie di eventi biologici, come stress ossidativo e aumento di attività delle metalloproteasi, che si traducono in danni della cute. Questi danni possono essere rapidi e acuti, come eritemi solari o iperpigmentazione, oppure cronici, come le rughe e (nei casi peggiori) i melanomi.

Ma come avviene il processo di invecchiamento?


A livello dell'epidermide si riduce la capacità proliferativa delle cellule basali che genera il progressivo assottigliamento di questo strato rivolto all’esterno. Sempre a livello epidermico, si dimezza il numero delle cellule di Langerhans, che afferiscono al sistema immunitario e che difendono dalle aggressioni esterne.
Male anche per la sintesi cutanea di vitamina D che  diminuisce fino al 75% proprio a causa della minore efficacia dell’organismo a sintetizzarla. E anche i melanociti diminuiscono in numero e qualità il che si traduce in una maggiore sensibilità alle radiazioni solari, mentre i rimanenti possono aggregarsi tra loro e diventare attivi favorendo la macchie cutanee chiamate lentigo solari e senili.
Appena al di sotto dell’epidermide troviamo la membrana basale che fa da frontiera con il derma papillare: questa normalmente ha un andamento ondulato per la presenza, appunto, di papille dermiche ma con gli anni tende ad appiattirsi fornendo minore supporto alla pelle che tradotto significa maggiore cedimento della pelle e rughe.

Fabbriche di collagene, elastina e acido ialuronico meno efficienti


Appiattimento delle papille dermiche e la diminuzione del supporto del derma nei confronti dell'epidermide sono dovuti alla riduzione progressiva del numero e dell'attività dei fibroblasti, le ‘fabbriche’ di collagene, fibre elastiche e glicosamminoglicani, parola che indica più semplicemente l’acido ialuronico che già possediamo e la cui quantità diminuisce in maniera proporzionale all’invecchiamento e più velocemente.

Ghiandole sebacee bye bye


E per chi pensa che almeno le ghiandole cutanee presenti sulla pelle si salvino dagli inesorabili fenomeni d'invecchiamento dobbiamo dare un piccolo dispiacere: anche le ghiandole sebacee sono meno attive e, a causa della conseguente ridotta produzione di sebo, la pelle risulta più secca, meno protetta e si desquama con maggiore facilità.

Anche l’ipoderma, ossia il tessuto sottocutaneo è soggetto a inevitabili alterazioni causate dallo scorrere del tempo. Esso, infatti, si assottiglia, diminuendo così il suo spessore, marcando le rughe e aumentando la sensibilità della pelle ai traumi meccanici.

Box:


I segni cutanei dovuti all’invecchiamento sono molteplici, ecco quali:

  • perdita di compattezza

  • dilatazione dei pori causata dall’aumento delle dimensioni delle ghiandole sebacee

  • macchie solari nelle zone più esposte

  • secchezza (xerosi)

  • assottigliamento cutaneo

  • perdita di elasticità

  • linee e rughe di espressione

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Savì Ippolito

Autore

Medicina estetica

Santarcangelo di Romagna (RN)


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