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Rughe da cuscino: dimmi come dormi e ti dirò che rughe hai

Rughe da cuscino: dimmi come dormi e ti dirò che rughe hai


Gio 07/05/2020 | Dott. Ippolito Savì

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di Johann Rossi Mason e Francesca Frediani


 

Rughe in agguato e perdita di collagene per chi dorme su un fianco con il volto che affonda nel cuscino. Lo aveva già confermato uno studio pubblicato su Aesthetic Surgery Journal: la compressione, la tensione e il peso applicato al viso durante il sonno può provocare le rughe. Sono state descritte per la prima volta nel 1987 in uno studio del dermatologo californiano Samuel J. Stegmann che le ha distinte da quelle dovute a solo fumo o contrazione di fasce muscolari (le cosiddette ‘rughe dinamiche’).

Nonostante le opzioni terapeutiche siano più limitate rispetto alle rughe di espressione i filler sono il ‘gold standard’ per liberarsene, con un vantaggio in termini di stimolo della produzione di fibroblasti e neocollagenesi. Obiettivo: far sì che il sonno torni ad essere un ‘trattamento di bellezza’ per la nostra pelle.

“L’aspetto di chi ha il problema di una postura che predilige lo sfregamento del volto sui tessuti durante la notte è quello di rughe che compaiono solo da un lato e non da quello opposto in maniera un po’ disordinata e asimmetrica. Ma anche che compaiono nella parte alta del viso e non quella bassa o viceversa. L’obiettivo è quindi quello di ricreare una armonia del volto con correzioni a base di filler dermici e riassorbibili” - rivela il Dottor Savì - “Uno dei più apprezzati per le sue caratteristiche è quello a base di idrossiapatite di calcio dalla consistenza estremamente elastica e la possibilità di essere più o meno riempitivo a seconda del livello di diluizione. Amato anche per la sua dimostrata capacità bioristrutturante: appena iniettato infatti inizia a favorire un processo di attivazione delle fibre di collagene ed elastina. Il vantaggio è quindi doppio: immediato per il riempimento e curativo a medio termine in modo che se usato in maniera costante e continuativa determina l’effetto di necessitare di ritocchi meno frequenti e di rallentare l’invecchiamento cutaneo”.

Perdita densità e cattiva postura: le cause


Le cosiddette ‘rughe da cuscino’ si formano quando il volto preme per molte ore su una superficie. Linee che tendono a peggiorare nel tempo a causa di due fattori combinati: la ripetizione dello stimolo negativo e perdita di densità ed elasticità cutanea dovuta all’età.
Ovviamente le rughe sono influenzate dalla quantità di tempo che manteniamo quella posizione. E proprio quella laterale è la postura notturna più frequente (dorme sul fianco il 65% delle persone, supina il 25% e a pancia in giù il 10%) a cui si aggiungono circa 20 cambi di posizione a notte.

Cuscino seconda causa di rughe dopo il sole


“Purtroppo le pieghe che la stoffa del cuscino imprime sul volto non sempre scompaiono. E’ noto infatti agli specialisti che proprio la pressione sul cuscino sia la seconda causa di comparsa delle rughe dopo l’esposizione alla luce solare” spiega il Dottor Ippolito Savì, Medico Estetico. “D’altro canto trascorriamo circa 2500 ore dormendo, tempo in cui il nostro volto è sottoposto ad una forma di stress meccanico. Le rughe di espressione e quelle ‘da cuscino’ sono due entità differenti per causa, posizione ed anatomia. La buona notizia è che le rughe si possono prevenire o si può evitare che diventino permanenti. Si formano quando si genera un attrito eccessivo tra pelle e biancheria del letto di cotone o flanella”.

Le rughe che si prevengono con il tessuto giusto


L’ideale quindi è sostituire con federe di raso o seta su cui la pelle scivola e non genera attrito. Il secondo consiglio, ma più difficile da mettere in pratica, è quello di cambiare la posizione dominante, prediligendo quella supina. Risultato che si può ottenere con particolari cuscini dalle forme che permettono di mantenere la posizione.  Anche l’uso di creme nutrienti da notte a base di retinolo può aiutare a rimandare i danni permanenti ma non a fermare il processo.

Colpa della perdita di collagene


“Il problema sta nella progressiva perdita di collagene, quella proteina che funziona come impalcatura e riempimento: quando diminuisce si possono evidenziare linee diagonali sulle guance e sulla parte inferiore del volto e solchi sulla fronte. Alla quale si aggiunge una ‘tensione ripetitiva a lungo termine’ che spinge o tira la pelle in direzione perpendicolare rispetto ai muscoli del viso” prosegue Savì.  “Per fortuna oggi sappiamo che iniezioni di acido ialuronico e tossina botulinica sono in grado di determinare veri e propri cambiamenti biochimici a favore delle strutture epidermiche, cutanee e di matrice.
L’uso di acido ialuronico ad esempio provoca una tensione di cute e derma, che attiva vie di segnalazione che attivano la produzione di nuovo collagene. In modo analogo la tossina botulinica agisce a lungo termine non solo con la tradizionale azione sulle fibre muscolari ma migliorando l’elasticità cutanea.

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Savì Ippolito

Autore

Medicina estetica

Santarcangelo di Romagna (RN)

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