L’approccio globale al ringiovanimento del volto

L’approccio globale al ringiovanimento del volto


Dom 14/08/2016 | Dott. Michela Gianna Galimberti

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Le rughe, soprattutto le rughe mimiche, sono le prime ad apparire sul volto e quelle a dare i maggiori segnali d’allarme ai pazienti, siano essi maschili o femminili, che si sta invecchiando. Ovviamente è importante distinguere il tipo di invecchiamento che si sta verificando sul volto dei pazienti, poiché ci sono varie tipologie di invecchiamento oltre che varie tipologie di rughe.


Le prime rughe che tendono a  formarsi infatti sono quelle mimiche, che coinvolgono e colpiscono la fronte, gli occhi e la glabella, rughe che sono ovviamente dovute alla mimica della del volto della persona.


Tipologie di percorso per combattere l’invecchiamento e le rughe mimiche


Esistono svariate possibilità di trattamento per quei pazienti che sono intenzionati ad intervenire sulle rughe e sulle altre forme di invecchiamento della pelle. Un primo tipo di approccio è quello farmacologico, come spiega la dott.ssa Galimberti, per ridurre il movimento e cosi da provocare un  miglioramento della situazione, ad esempio è possibile citare la tossina botulinica che interviene su queste rughe e aiuta a tenere la cute distesa e ben liscia, mantenendo tale azione anche negli anni successivi, dal momento che non si tratta solo di un’azione curativa momentanea, ma rappresenta una forma di prevenzione dell’invecchiamento valida anche per gli anni successivi.


L’invecchiamento tuttavia, spiega la dott.ssa Galimberti, non è costituito o rappresentato solo dalle rughe, ma col tempo i fenomeni avanzano, dal momento che la pelle perde elasticità, il grasso degli zigomi si riduce cosi come possiamo verificare lo stesso fenomeno anche per labbra e mento, la pelle generalmente tende a scivolare verso basso, facendo sì che il volto assuma un aspetto quadrato, stanco e affaticato.


Altre tecniche permettono di migliorare questa situazione, continua la dott.ssa Galimberti, è possibile infatti utilizzare filler di ogni tipo, riempitivi con effetti volumizzanti ad esempio, che aiutano a ripristinare i volumi persi del volto, e permettono anche di intervenire sulle guance scavate, su zigomi appiattiti, ma esistono anche degli innovativi macchinari che hanno la funzione di ritonificare la pelle e di dare elasticità alla cute.


Prezioso e innovativo strumento, come spiega la dott.ssa Galimberti, è rappresentato dagli ultrasuoni microfocalizzati che consentono di intervenire in maniera non chirurgica e atraumatica per ridisegnare il contorno mandibolare e per ridare al volto la sua originaria freschezza.



Come scegliere il trattamento più adatto per ogni paziente


Ovviamente l’obiettivo di tutti questi trattamenti non consiste semplicemente nell’eliminazione delle rughe, o di tutte le altre forme di invecchiamento cutaneo che il paziente presenta.


Di essenziale importanza, come spiega la dott.ssa Galimberti, è infatti evitare di trasformare i pazienti conferendo loro dei volti troppo gonfi o fissi, dunque non privarli della loro espressività e naturalezza. E’ possibile ottenere e conseguire dunque questi obiettivi mediando tra queste cose, cercando di individuare il trattamento migliore per il paziente, che sia in grado di ripristinare freschezza e gioventù. Ovviamente esistono anche, sottolinea la dott.ssa Galimberti, tecniche chirurgiche che permettono di migliorare l’aspetto del volto, tuttavia al giorno d’oggi sono sempre più i pazienti che preferiscono tecniche di  intervento soft e meno invasive e traumatiche possibile, in modo da ottenere un risultato naturale ed efficace.


Un elemento imprescindibile resta tuttavia la scelta del percorso da intraprendere per ogni paziente, come spiega la dott.ssa Galimberti. Si tratta infatti di un elemento molto personalizzato e non è possibile fare un programma che valga indistintamente per tutti i pazienti. Ogni singola situazione infatti, ogni singolo caso deve essere seguito e analizzato sia per ciò che concerne il livello dermatologico, cosi da poter valutare la presenza di eventuali altre patologie o segni di invecchiamento, quali possono essere le macchie cutanee o capillari, o i pori dilatati.


Il percorso da tracciare per ogni paziente dunque, come spiega la dott.ssa Galimberti, è quello che possa consentire al paziente di sentirsi al meglio possibile, e di poter affrontare con serenità e armonia la propria vita quotidiana, un percorso dunque che vada ad affrontare l’inestetismo che maggiormente affligge il paziente, che causa maggiori fastidi, tenendo sempre in conto però al tempo stesso, una valutazione più ampia e generale del corpo e del volto intero della persona e del paziente.


Diventa dunque essenziale, conclude la dott.ssa Galimberti, prevedere un planning di intervento, che può includere l’aiuto di laser per tenere il tono della pelle, o per lucidare la cute,  o con l’aiuto di filler o biorivitalizzazioni, tutta la vasta gamma di strumenti insomma che sono a disposizione del medico, per far sì che ogni paziente possa trovare la strada più adatta al suo tipo di pelle o di problema, in maniera tale da consentirgli di poter non solo ritrovare freschezza e gioventù per il proprio volto, ma anche per consentire al paziente di conservare questo stato e questi benefici anche nel corso degli anni successivi. 

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