Quando il seno diventa un problema: la mastoplastica riduttiva

Quando il seno diventa un problema: la mastoplastica riduttiva


Dom 26/10/2014 | Redazione Tuame

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L’ intervento di mastoplastica riduttiva consiste in una riduzione chirurgica delle dimensioni del seno e questo può essere richiesto a vario titolo. Infatti spesso i motivi che portano alla scelta di effettuare una mastoplastica riduttiva sono vari e non sempre puramente estetici. Ci sono situazioni in cui un seno abbondante può comportare disordini della sfera muscolo scheletrica e quindi la paziente non solo avrà delle limitazioni funzionali ma a questo si unirà una non accettazione del proprio corpo con conseguenti influenze negative su tutti i rapporti relazionali di vita. Facciamo degli esempi:



  • Un seno con un volume sproporzionato rispetto al corpo

  • Un volume eccessivo che sposta il baricentro a causa del peso e comporta dolori alla schiena e con il tempo anche a cervicalgie o atteggiamenti scorretti della colonna vertebrale

  • Gravidanze impegnative e forza di gravità possono portare ad un aumento eccessivo delle ghiandole e successivo svuotamento e rilassamento contribuiscono non poco e alla riaccettazione del proprio corpo e alla ripresa di alcune attività quotidiane


In alcuni casi rende difficile anche praticare una semplice attività sportiva e difficoltà respiratorie.


Per questo un globale ripristino delle proporzioni unito al rimodellamento delle mammelle, nella mastoplastica riduttiva, spesso comporta la riacquisizione di un equilibrio in tutte le sfere della vita della paziente ed è fondamentale per un benessere fisio-psicologico.


Nel caso in cui il volume del seno sia soddisfacente e la paziente desideri soltanto migliorarne la forma, perché sceso o magari con l’areola che punta verso il basso, è possibile risolvere il problema attraverso un intervento di mastopessi.


Il desiderio di sottoporsi alla mastoplastica riduttiva può comparire già in età giovane adulta ed in questo caso sarà una decisione presa con l’accordo e il sostegno della famiglia.


Dopo una visita pre-intervento, in cui il chirurgo estetico può anche rifiutare per vari e validi motivi di eseguirlo, verranno prescritte delle analisi come emocromo completo, elettroliti, glicemia, indici di funzionalità renale ed epatica, valutazione cardiaca e della coagulazione del sangue, dopodiché si programma l’intervento e ci si avvale di un team con all’interno anche un anestesista, nel caso occorresse qualsiasi evenienza; il tutto in una struttura autorizzata.


Per quanto riguarda il tipo di anestesia e la tecnica più all'avanguardia o meno invasiva, bene, la scelta è ad esclusivo appannaggio del chirurgo in stretta relazione al caso in esame e solo dopo un'attenta anamnesi del seno da ridurre.


L'anestesia solitamente è generale ma può anche essere locale con sedazione, in particolare nei casi di riduzione di modesta entità in cui si ricorre alla lipoaspirazione (riduzione attraverso l'aspirazione del materiale adiposo).


Le incisioni verranno effettuate attorno all'areola, dall'areola alla piega sottomammaria e lungo la piega sottomammaria ( la cosiddetta forma a T rovesciata o ad ancora), dopodiché di asporta parte del tessuto ghiandolare, adiposo e cutaneo e a questo segue anche un ridimensionamento dell’areola per dare armonia al tutto.


Normalmente la sensibilità cutanea rimane invariata ma è possibile una parestesia temporanea. Non avviene spesso che vi siano processi infettivi successivi o che la capacità d'allattamento venga influenzata così come il rischio di necrosi o di perdita del capezzolo mentre dei piccoli gonfiori o arrossamenti sono normali nei giorni successivi.


Ovviamente dove passa il bisturi l’esito sarà inevitabilmente cicatriziale, e la qualità della cicatrice sarà diverso a seconda del tipo di pelle e dall’esperienza del chirurgo ma comunque restano nascoste sotto l’abbigliamento intimo.


Nei giorni immediatamente successivi alla mastoplastica additiva si dovrà stare assolutamente a riposo e non stressare le suture con bruschi movimenti.


Il risultato estetico conseguibile è generalmente molto soddisfacente e duraturo ma non permanente. Molto dipende dallo stile di vita (aumento e perdite di peso, ipertrofia adiposa da gravidanze, ecc.) , dall’inevitabile processo di invecchiamento e dagli effetti della gravità.


Un intervento chirurgico con esiti negativi può avere conseguenze pesanti sia in riferimento alla salute della paziente sia sull'equilibrio psicologico di quest'ultima.



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