I fibroblasti: il cuore del derma

I fibroblasti: il cuore del derma


Ven 24/10/2014 | Dott. Melania Battistella

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I fibroblasti sono cellule che si trovano nel derma umano, lo strato intermedio della pelle, che si trova tra l’epidermide (la parte più superficiale) e l’ipoderma o sottocute (la parte più profonda).


A connettere il derma (molto vascolarizzato) all’epidermide e a garantirle nutrizione profonda c’è la giunzione dermo-epidermica che presenta un elevato numero di elementi ancoranti, permettendo un legame sicuro.
Il derma è un tessuto connettivo e come tale è costituito da cellule, matrice e sostanza fondamentale, vale a dire la parte acellulare.
Tra le cellule, oltre ad esempio ai macrofagi (responsabili della risposta immunitaria) e agli adipociti, troviamo i famosi fibroblasti.


Cosa sono i fibroblasti?


Sono vere e proprie fabbriche di matrice. Cos’è la matrice? Un mix perfettamente bilanciato di fibre e macromolecole non fibrillari quali i glicosamminoglicani.


Gli stessi fibroblasti rimangano intrappolati nel prodotto della loro secrezione e sono strettamente legati alle fibre che la compongono ma restano abbastanza mobili perché sono immersi nella sostanza fondamentale che ha consistenza gelatinosa. Questa fitta trama così plastica che viene a formarsi permette agli stessi di assecondare le modifiche del corpo nelle varie fasi della vita, come lo sviluppo in altezza della pubertà, la gravidanza per le donne, l’aumento o la diminuzione del peso corporeo.


Tutto questo porta alla formazione di quell’impalcatura speciale che rende la pelle compatta, resistente alle sollecitazioni meccaniche, che dona texture e vigore alla pelle.


Cosa contribuisce a creare queste caratteristiche nello specifico?


Le fibre prodotte dai fibroblasti.

In particolare le fibre collagene, proteine insolubili che assemblate insieme formano tralci molto forti e resistenti che si distribuiscono in modo tale da trasferire alla pelle questa stessa caratteristica; le fibre elastiche tra cui elastina che, come dice la parola stessa regalano elasticità alla cute e i glicosamminoglicani, lunghe catene di carboidrati a cui si associano altri componenti della sostanza fondamentale, e che, essendo altamente solubili, funzionano un po’ da spugna e possono attirare e trattenere grandi quantità di acqua.
Il più conosciuto è l’acido ialuronico. Il risultato è una profonda idratazione della pelle che, in questo grande complesso, apparirà sana e luminosa.


Inoltre i fibroblasti sono responsabili della sintesi di prostaglandine, leucotrieni e molteplici citochine, e rilasciano mediatori proinfiammatori attivi nella risposta precoce al danno cutaneo e fattori di crescita per promuovere la successiva riparazione della ferita.

Queste cellule, numerosissime nella prima parte della vita, con l’età diminuiscono e vengono danneggiati, e ora possiamo comprendere uno degli elementi per cui la pelle invecchia e perde tono portando alla formazione di segni di espressione.
Questo declino fisiologico, però, non avviene con gli stessi tempi in tutti gli esseri umani e sono diversi i fattori che possono favorire una precoce atrofia dei fibroblasti.


L’alimentazione è uno di questi. Quando si altera l'apporto nutrizionale del fibroblasto, si verifica un malfunzionamento della sua biosintesi con conseguente modificazione del trofismo cutaneo. Nelle popolazioni in via di sviluppo tali alterazioni nutrizionali sono ben evidenti. Oggi un sano apporto nutritivo richiede l’introduzione nell’organismo di VIT C (per la sintesi del collagene), VIT E, B, minerali, antiossidanti.
Anche un’adeguata cura della pelle può influire a rallentare questo processo.


Il DNA stesso, come si può ben intuire, costituisce un orologio biologico ma non dobbiamo sottovalutare tutte le cause esogene a cui siamo costantemente esposti e che vanno ad influire sui processi fisiologici, responsabili della costruzione di tale scenario, alterandoli . Rientrano tra questi l’esposizione al sole senza un’ adeguata protezione, la cattiva abitudine al fumo, all’alcool e alla vita sedentaria, l’assunzione di alcuni farmaci o particolare situazioni di stress cronico.


Ad oggi si può cercare di rallentare il processo di invecchiamento perché ci sono molte tecniche di medicina estetica che ci permettono di stimolare i fibroblasti a che li aiutano a rigenerarsi. Spazio dunque ai trattamenti biostimolanti e biorivitalizzanti. 


 

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