A ciascuno il suo fototipo

A ciascuno il suo fototipo


Mer 08/07/2020 | Dott. Gabriele F. Muti |  Medico Certificato Ethigate

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di Francesca Frediani e Johanna Rossi Mason


 

Con la consulenza scientifica del Dottor Gabriele Muti, specialista in Chirurgia Plastica Estetica e Ricostruttiva. 

 

Quello dell’abbronzatura è un fenomeno come gli altri: alcuni anni è di moda, poi diventa out, poi torna nelle preferenze la pelle ambrata e nei casi peggiori, eccessivamente scura, che non fa elegante. Ma oltre alle 50 sfumature di nero, l’esposizione solare pone non pochi rischi: scottature, eritemi, macchie, invecchiamento precoce, alterazioni del sistema immunitario e tumori. Per salvaguardarsi, però, non è necessario ripiegare su una pelle bianca come il latte: basta imparare ad abbronzarsi con intelligenza, mantenendo l’equilibrio cutaneo con le cure e le protezioni necessarie. Il prezzo da pagare infatti si sconta non solo a breve ma anche a medio e lungo termine e soprattutto con un effetto sommatorio con l’invecchiamento fisiologico, quello causato dal normale trascorrere del tempo, mesi e anni che in qualche modo lasciano il segno. Se non possiamo fermare il calendario possiamo invece gestire con intelligenza il nostro patrimonio di bellezza con saggezza e corrette informazioni.

Ci aiuta in questo viaggio all’interno dei colori che assume la nostra pelle il Dottor Gabriele Muti, Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica ** (Segretario Nazionale di AICPE - Associazione Italiana Chirurgia Plastica Esterica) che ha risposto con pazienza alle nostre numerose domande.

 

Innanzitutto che cos'é? 


“Con “fototipo” in medicina e dermatologia si intende una classificazione basata sulla qualità e sulla quantità di melanina presente nella pelle in condizioni naturali (quindi prima dell’esposizione al sole). La melanina è un pigmento di colore nero/bruno che nell’essere umano è presente principalmente nella pelle, nei capelli e nel tessuto pigmentato sotto l’iride ed è prodotto da cellule specializzate chiamate melanociti.

Ogni individuo possiede quantità diverse di melanina che è geneticamente determinata, ma che non necessariamente corrisponde alla quantità presente nei genitori, che corrispondono a colore di pelle, capelli ed occhi più scuri (se la melatonina è elevata) o più chiari (se è in quantità minori).

Più alto è il numero del fototipo, maggiore è il tempo consentito al sole prima che insorgano effetti indesiderati come eritema e ustioni solari.

 

Il fototipo non è solo importante ai fini dell’abbronzatura, perché è importante conoscere il proprio?


Perché siamo costantemente esposti ai raggi UV, anche quando usciamo di casa per andare al lavoro, portare fuori il cane o fare sport. Ed essi agiscono sulle nostre strutture cutanee con effetto sommatorio. Ecco perché non è solo l’esposizione prolungata delle agognate vacanze quella che ci deve far preoccupare. È in realtà quella più modesta dal punto di vista della durata ma continua durante tutto l’anno. Basti pensare che i raggi UV non solo filtrano attraverso le nuvole ma raggiungono la superficie terrestre anche durante l’inverno, sia pure in maniera obliqua e quindi meno intensa.

 

Quindi c’è una relazione diretta tra esposizione alla luce del sole e invecchiamento? 


Si, ne è una forma specifica che si differenzia anche nelle manifestazioni da quello determinato dal passare del tempo, il cronoaging e prende il nome di ‘fotoinvecchiamento’ con la differenza che può mostrare i suoi segni anche su soggetti relativamente giovani e a secondo del fototipo con maggiore severità. Quindi a differenza del fisiologico processo di invecchiamento cronologico della pelle, evidentemente predeterminato da una specifica predisposizione genetica, il photoaging dipende strettamente dal grado di esposizione alla luce solare e alle radiazioni UV in generale.

  • Aging

  • Photoaging

  • Minore ricambio cellulare

  • Alterazione della tessitura cutanea

  • Assottigliamento del derma

  • Aumento dello spessore cutaneo

  • Secchezza cutanea

  • Xerosi (secchezza e fragilità)

  • Degradazione delle fibre di sostegno (collagene ed elastina)

  • Elastosi

  • Diminuzione dei livelli di acido ialuronico

  • Discromie e melasmi

  • Maggiore sensibilità allo stress cutaneo

  • Teleangectasie (venuzze)

  • Minore resistenza alle infezioni

  • Cheratosi attiniche (lesioni benigne )


 

I rischi di un esposizione selvaggia in agguato? 


Scottature, eritemi, macchie, invecchiamento precoce, alterazioni del sistema immunitario e temibili tumori. Per salvaguardarsi, però, non è necessario ripiegare su una pelle lattea: basta imparare a gestire l’esposizione alla luce solare con intelligenza, mantenendo l’equilibrio cutaneo con le cure quotidiane necessarie. Basti pensare che i raggi UVA che raggiungono il derma possono danneggiare le proteine di sostegno, collagene ed elastina e favorire la degradazione di quell’acido ialuronico che contribuisce alla corretta idratazione.

Ogni difesa se chiamata in campo per una battaglia troppo cruenta genera vittime: i cheratinociti chiamati a formare uno scudo corneo e rigido per evitare la penetrazione dei raggi in profondità, sono responsabili di quell’antiestetico ispessimento della pelle che rende più evidenti segni e rughe sempre più difficili da trattare. Specialmente le rughe sotto lo stimolo solare ‘attiniche’ sono incrementate proprio dalla rottura delle fibre collagene che determinano il cedimento strutturale di quel ‘pavimento’ che sostiene la pelle. Ma sono stati riscontrati anche danni a livello delle cellule staminali che vivono nello strato basale e che danno origine alle nuove cellule cutanee con un deficit nel loro ricambio.

  • Segni nei fototipi chiari

  • Segni nei fototipi scuri

  • Atrofia della cute

  • Iperplasia

  • Linee sottili

  • Macchie

  • Depigmentazione focale

  • Ispessimento cutaneo

  • Discromie

  • Rughe


 

Ma che cos’è l’abbronzatura? 


Un raffinato meccanismo di difesa messo a punto dall’organismo che di fronte ad un pericolo reagisce con la produzione di una sostanza filtro, la melanina appunto.

I raggi UV stimolano la produzione di melanina a partire da sostanze come  tirosina, triptofano e fenilalanina grazie a cellule specializzate chiamate melanociti che ostacolano la penetrazione dei raggi ultravioletti negli strati più profondi della cute dove possono creare danni.

I cheratinociti intervengono invece in un secondo sistema di protezione stimolato dai raggi UVB aumentando lo spessore cutaneo in modo da evitare che i raggi arrivino in profondità e danneggino le cellule e il loro DNA.

E ogni fototipo reagisce in modo specifico a seconda della quantità di melanina posseduta e del suo colore (può essere bruna o rossa, tipica delle persone con capelli rossi, pelle e occhi chiari di solito appartenenti al fototipo 1).

 

Non solo lo scudo fisico combatte anche i radicali liberi


La melanina inoltre neutralizza efficacemente la produzione di radicali liberi in risposta a quello che viene interpretato come un insulto da parte dei raggi UV, prevenendo l'invecchiamento cutaneo ed alcune patologie degenerative. Ovviamente la prevenzione dell’invecchiamento e dei danni cutanei è possibile sino a che l’esposizione al sole è breve, graduale e limitata nel tempo ma fallisce quando ci si sottopone ad esposizioni lunghe sin dai primi giorni di vacanza oppure il tempo trascorso all’aperto sia frequente e prolungato senza adeguata protezione solare.

 

Invecchiamento cronologico e foto-invecchiamento possono quindi manifestarsi insieme? 


Certo ed è per questo che la pelle matura va protetta sempre, proprio perché una esposizione moderata e coscienziosa può evitare che il segni del tempo si stabilizzino e si accentuino. Le persone con più di 40-50 anni con pelle chiara e sottile e una mimica facciale marcata sono quelle che rischiano di più, ma per fortuna rispondono bene sia a trattamenti biorivitalizzanti che ad esempio alla tossina botulinica per rilassare i muscoli del volto e ottenere un aspetto più fresco.

Mi sta dicendo che il foto-invecchiamento è reversibile? 


Parzialmente, per rimediare i danni la strada è lunga e deve prevedere un approccio combinato su più fronti. Riempire le singole rughe più severe ha poco senso se poi il resto del volto è segnato, la nuova frontiera è agire con un piano di azione che preveda diversi trattamenti per un risultato armonioso e naturale. Di certo prevenire è meglio che curare. Quindi indossare un filtro solare anche in città tutto l’anno (almeno 30 SPF) permette di diminuire le rughe e rallentarne la comparsa.

 

Quindi applicare sempre un prodotto con protezione solare scongiura i rischi di un aspetto invecchiato precocemente? 


Direi che aiuta a rallentare l’invecchiamento e mantenere un buono stato della cute. Sicuramente i fotoprotettori vanno supportati dall’utilizzo di buone creme e dall’utilizzo di biorivitalizzanti e o bioristrutturanti che aiutano a produrre più collagene ed elastina e ad idratare correttamente la cute. Spesso si associano anche terapie orali con prodotti vitaminici ed aminoacidici, con antiossidanti che in sinergismo agiscono con gli altri trattamenti e le protezioni che usiamo.

Come sempre una vita regolata consente il mantenimento migliore dei nostro tessuti pelle compresa.

 

Box:

La sintesi della melanina è un processo particolarmente complesso. Inizia a partire dalla tirosina, un amminoacido che il nostro organismo è in grado di produrre a partire dalla fenilalanina che invece deve essere assunto con la dieta perché il nostro organismo non è in grado di produrlo e infatti viene definita un aminoacido essenziale.

Esistono due tipi di melanina, la eumelanina (pigmento più scuro ed insolubile) e la feomelanina (pigmento rosso-giallastro ricco di zolfo).

Box:

Vediamo più approfonditamente le sei tipologie di fototipo tenendo conto del fatto che il colore della pelle è determinato, in misura minore, anche dall'emoglobina che, quando lega l'ossigeno, conferisce al sangue un colore rosso vivace, donando alla pelle una colorazione rosata.

  • Fototipo 0: è la pelle geneticamente priva di melanina caratteristica dell’albinismo. I capelli sono bianchi, la pelle rosa chiaro e gli occhi generalmente azzurri. Non avendo la protezione della melanina i soggetti albini non possono esporsi al sole che per periodi brevissimi e con il massimo della protezione per evitare dolorose scottature.



  • Fototipo 1: è caratteristico delle persone che abitano le regioni nordiche. Si riconoscono per i capelli biondi o rossi, la carnagione molto chiara, gli occhi chiari e la presenza di lentiggini ed efelidi. Si scottano molto facilmente e non si abbronzano nemmeno dopo diverse esposizioni al sole. Queste persone dovrebbero evitare l’esposizione a tutti i raggi UV.



  • Fototipo 2: appartiene alle persone dalla pelle chiara e dal capello biondo o castano chiaro. Queste persone si arrossano spesso dopo l’esposizione al sole e rimediano, frequentemente, scottature ed eritemi. Ottengono una leggera abbronzatura solo dopo alcune esposizioni.



  • Fototipo 3: è il più diffuso in Italia. Riguarda soggetti dalla carnagione leggermente scura. Solitamente hanno capelli castani, occhi chiari o scuri. Si scottano difficilmente e si abbronzano abbastanza dopo qualche esposizione.



  • Fototipo 4: queste persone presentano un colorito olivastro, capelli scuri ed occhi neri. Raramente sono soggetti a scottature. Si abbronzano con facilità ed intensità, mantenendo il colore a lungo.



  • Fototipo 5: riguarda persone naturalmente abbronzate che presentano una pelle protetta per natura dall’esposizione solare. Hanno capelli neri e occhi scuri. Le persone del fototipo 5 non si scottano quasi mai.



  • Fototipo 6: caratterizza le persone con carnagione scurissima: capelli neri, pelle nera e occhi scuri. Abbondantemente protette dalle radiazioni solari, le persone di fototipo 6 non si scottano mai.


 

Protezioni consigliate a seconda del fototipo di appartenenza

  • Fattore 50+ protezione molto alta (per fototipo 1)

  • fattore da 50 a 30 protezione alta (per fototipo 2, 3)

  • fattore da 25 a 15 protezione media (per fototipo 3, 4, 5)

  • fattore da 10 a 6 protezione bassa (per fototipo 5, 6).

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Muti Gabriele F.

Autore

Chirurgia plastica,Medicina estetica

Dott. Gabriele F. Muti

Medico Certificato Ethigate

Piantedo (SO)


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