Macchie della pelle

Macchie della pelle


Gio 13/02/2020 | Dott. Ines Mordente

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Le cause delle macchie della pelle


Le macchie della pelle interessano principalmente le donne e sono determinate da svariati fattori. Chiamate anche discromie cutanee, le macchie sono determinate da una produzione eccessiva di melanina, pigmento prodotto dai melanociti, cellule che si trovano nello strato basale dell’epidermide e che sono responsabili del colorito della pelle.

Le macchie cutanee sono quindi il risultato di un’iper-pigmentazione delle cellule in alcune zone della pelle, e spesso il processo che le determina ha origine post-infiammatoria.
Questo fastidioso inestetismo colpisce soprattutto il volto, il collo, la bocca, ma anche fronte e décolleté. Età, foto-aging, assunzione di farmaci ed esposizione ai raggi solari, ma anche situazioni fisiologiche come la gravidanza, sono tra i fattori che favoriscono l’insorgenza di macchie cutanee.

Le macchie cutanee si possono classificare in diverse tipologie, a seconda delle caratteristiche e delle cause che le determinano.
Il melasma o cloasma è caratterizzato dalla presenza di aree con una concentrazione non uniforme di melanina. Le cause scatenanti possono andare da un’esposizione al sole massiccia e non controllata, a variazioni degli ormoni sessuali femminili, e non a caso si può manifestare frequentemente in gravidanza o nelle donne che utilizzano la pillola anticoncezionale.

Le efelidi, da non confondere con le lentiggini, sono dovute ad accumuli di melanina che si evidenziano come macchie di un colorito che va dall’ocra al bruno chiaro, e si riscontrano frequentemente nelle persone con fototipo 1, con capelli rossi e occhi azzurri. Si trasmettono geneticamente, poi con l’età possono aumentare ed accentuarsi con l’esposizione al sole.

Le lentiggini sono invece più scure delle efelidi, anche se la causa determinante dell’iper-pigmentazione è sempre un accumulo di melanina. Hanno in genere una forma rotondeggiante e si manifestano in genere in età adulta. A differenza delle efelidi non si accentuano con l’esposizione al sole, ma l’esposizione al sole può esserne invece la causa. Si parla in questo caso di lentigo solari, che compaiono frequentemente sul viso e sulle spalle.

Possiamo parlare ancora di lentigo senili, le macchie che si manifestano con l’avanzare dell’età. La comparsa delle lentigo senili è causata da un aumento del numero di melanociti, e di conseguenza della melanina, e le zone più interessate sono il volto e il dorso delle mani.

Molte ipercormie sono invece, come accennato all’inizio, di tipo post-infiammatorio. Esse sono il risultato di lesioni infiammatorie della pelle preesistenti come acne, dermatosi infettive, dermatosi pruriginose, punture d’insetto. Possono insorgere anche in seguito a trattamenti chirurgici, e sono più frequenti nei soggetti con fototipo scuro o pelle nera.

Le macchie della pelle possono infine anche essere indicative della presenza di lesioni tumorali della pelle, di natura sia benigna che maligna. È importante, quindi, non sottovalutare le macchie della pelle ma effettuare delle visite periodiche dal medico specialista dermatologo che, oltre a valutare natura e caratteristiche della macchia, è in grado di valutare se trattarla o meno, e quale trattamento sia quello più adatto.

È possibile eliminare le macchie della pelle?


Eliminare le macchie profonde è molto difficile. Come già accennato sopra, in tutti i casi è buona norma rivolgersi a uno specialista della pelle, il dermatologo, per comprendere quale sia la natura della macchia e quale possa essere l’approccio migliore.

In ambito dermatologico, i trattamenti più richiesti per motivazioni estetiche sono il peeling e la biostimolazione.

Il peeling è un trattamento di medicina estetica che rigenera la cute attraverso un’esfoliazione rapida e controllata, più o meno profonda a seconda dello stato di partenza della pelle. Più la cute è danneggiata, più sarà necessario andare in profondità. Quello che si vuole ottenere con il peeling è la rimozione dello strato corneo più esterno della cute per stimolare i fibroblasti del derma a produrre nuovo collagene. Esfoliando lo strato più esterno della pelle il peeling permette di eliminare l’iper-pigmentazione mentre, più in profondità, si rigenera il collagene. Questa proteina, insieme all’elastina, è la componente base del derma, struttura di sostegno e di riempimento dell’epidermide.

La biostimolazione è invece un trattamento a base di acido ialuronico, utilizzato in medicina estetica frequentemente sotto forma di filler. Il trattamento è mini-invasivo e si esegue a livello ambulatoriale. Il risultato che si vuole ottenere è lo stesso del peeling: un rinnovamento della cute attraverso la stimolazione di un processo biologico naturale. Anche l’acido ialuronico stimola infatti la produzione di nuovo collagene. Il risultato è un miglioramento generale della cute, che comprende anche l’eliminazione di cicatrici e macchie.

Trattare le macchie della pelle con l’acido tranexamico


Attualmente esistono tantissimi trattamenti disponibili che hanno dimostrato un’efficacia medio-alta, ma tra i tanti spicca un nuovo protocollo che sembra essere estremamente promettente e performante.
La formulazione definitiva del protocollo stesso è ancora in corso d’opera, ma i primi risultati sono notevoli. Esso consiste nell’utilizzo di una sostanza chiamata acido tranexamico.

Il problema delle macchie cutanee è un problema molto sentito, e la ricerca è sempre volta all'individuazione di nuove molecole atte a determinarne un significativo miglioramento. Uno degli ultimi lavori usciti riguarda per l’appunto l'uso dell'acido tranexamico, un prodotto largamente noto, e usato da più di trent'anni come antifibrinolitico.

Il colorito della pelle è dato dalla presenza di melanina, elemento responsabile della pigmentazione scura, di emoglobina (pigmento rosso), cheratina (pigmento grigio) e carotene (pigmento arancio). Generalmente, il colorito della pelle si modifica a causa di squilibri nella quantità di melanina.
L’acido tranexamico è un inibitore della melanogenesi, ossia della produzione di melanina, ed è quindi in grado di bloccare la cascata infiammatoria che è alla base di molti tipi di iper-pigmentazione, specialmente di tipo post-infiammatorio, impedendo così la comparsa delle macchie iper-pigmentate nelle aree cicatriziali.

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Mordente Ines

Autore

Dermatologia,Medicina estetica

Napoli (NA)


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