Fibroblasti

I fibroblasti ricoprono un ruolo fondamentale nella produzione di collagene e di altre cellule della pelle, in medicina estetica e in medicina estetica rigenerativa, si possono usare per contrastare l’invecchiamento cutaneo.

I fibroblasti a cosa servono
Il fibroblasto è la cellula del tessuto connettivo più comune e meno specializzata. Ha grande capacità di differenziarsi in altre cellule più complesse sempre del tessuto connettivo. La sua funzione principale è quella della sintesi della matrice extracellulare, essenziale per mantenere l'integrità del tessuto connettivo. I fibroblasti sono coinvolti anche nei processi di guarigione delle ferite, quando ci sono danni ai tessuti, inducono la produzione di collagene, che favorisce la riparazione della parte danneggiata. 

Fibroblasti e fibrociti
I fibroblasti sono disponibili in varie forme e dimensioni, come pure in una forma attiva e non o meno attiva. I fibroblasti si riferiscono alla forma attiva, mentre i fibrociti sono considerati meno attivi. Tuttavia, spesso sono indicati entrambi come fibroblasti. 

Il fibroblasto e la sintesi di cellule complesse
I fibroblasti sintetizzano i precursori della matrice extracellulare e sono responsabili per:

  • mantenimento della struttura del tessuto
  • produzione di tutti i tipi di fibre proteiche
  • produzione della sostanza amorfa
  • sintesi del collagene Soprattutto di tipo I, anche se i fibroblasti possono sintetizzarne altri tipi a seconda del tessuto
  • Le fibre elastiche composte prevalentemente da proteine ​​di elastina. La funzione principale svolta dall’elastina è quella proprio di conferire elasticità ai movimenti dell’epidermide.
  • glicosaminoglicani (acido ialuronico) e glicoproteine, che sono componenti della matrice extracellulare

I fibroblasti hanno una continua attività di sintesi, soprattutto quando sono giovani e soprattutto di collagene.
Da adulti i fibroblasti diminuiscono, quindi diminuisce significativamente l'attività di produzione di collagene ed elastina, la pelle invecchia e i primi segni dell'invecchiamento cutaneo sono le rughe e il rilassamento cutaneo.

I fibroblasti possono essere danneggiati da:

  • fumo
  • sole
  • alimentazione povera di antiossidanti
  • scarso apporto di minerali e vitamine
  • attività fisica ridotta
  • alimenti ricchi di zuccheri in quantità eccesive
  • non adeguata ossigenazione del corpo
  • uso di farmaci

I fibroblasti e la medicina estetica
la Medicina estetica usa alcune tecniche che avrebbero degli effetti di stimolazione sui fibroblasti della pelle. Queste tecniche, grazie all’ inoculazione di sostanze specifiche, con una tecnica di riempimento,  consentono l’attivazione della funzionalità dei fibroblasti in modo particolare sulla produzione di collagene.

La biostimolazione o biorivitalizzazione

La biostimolazione o biorivitalizzazione, consente di iniettare acido ialuronico , da solo o associato ad altre sostanze; si stimolerebbero le funzioni dei fibroblasti per la produzione di collagene, elastina ed altre cellule della matrice extracellulare, incluso l’acido ialuronico.  

L’innesto di fibroblasti
La medicina rigenerativa estetica propone una tecnica di ringiovanimento della pelle a base di fibroblasti.  
L'impianto di fibroblasti è una nuova procedura, un tipo di bio-stimolazione, che viene proposto per il ringiovanimento della pelle.  Il processo consiste in un impianto di cellule di fibroblasti nel derma (strato intermedio della pelle), che vengono prelevati da altre parti del corpo, tessuto autologo. Lo scopo di questa tecnica non è quella di essere un filler, cioè di riempire le rughe, ma è di stimolare le cellule a produrre collagene e altre sostanze di matrice extracellulare che sono essenziali per la salute e buon aspetto della pelle.

Impianto di Fibroblasti: la rigenerazione dei tessuti e ringiovanimento, grazie al collagene 
I fibroblasti sono cellule presenti nel derma, e sono responsabili della produzione di collagene e altre cellule fondamentali per una buona qualità della pelle. Per l’impianto dei fibroblasti si devono seguire alcune procedure precise.

Il prelievo dei fibroblasti
Il processo si basa sulla raccolta di un campione di pelle
grazie ad una biopsia. Il prelievo dovrebbe essere effettuato preferibilmente in una zona del corpo che non sia stata esposta al sole. Il materiale prelevato viene inviato ad un laboratorio specializzato dove i fibroblasti vengono separati dalle altre cellule della pelle e trattati per stimolare la loro proliferazione. Dopo alcune settimane, le colture di fibroblasti vengono raccolte in siringhe pronte all’uso o congelate e tenute in una banca dei fibroblasti. I fibroblasti subiranno grazie al congelamento un blocco dell’età biologica. I fibroblasti manterranno quindi le caratteristiche dell’età in cui è stato effettuato il prelievo e potranno essere usati successivamente, in quanto potranno essere scongelati e usati quando se ne avrà bisogno. L’età suggerita per il prelievo va dai 30 ai 45 anni per avere l’attività ideale dei fibroblasti nella produzione di collagene.

Come avviene l’impianto di fibroblasti?
Dopo un’anestesia locale topica grazie all’uso di una anestetico in crema, il materiale viene iniettato nel secondo strato di pelle, il derma. Per eseguire in modo preciso questa procedura vengono usate siringhe da 1ml, con ago sottile oppure da mutiniettori che iniettano in modo verticale, preciso e rapido i fibroblasti in uno strato superficiale del derma. La quantità di fibroblasti da impiantare è individuale, cioè varia da persona a persona a seconda delle esigenze.  In generale, si eseguono 3 trattamenti a intervalli variabili che possono andare da 15 a 30 giorni l’uno dall’altro. Il risultato non è immediato, in quanto non è un filler ma una stimolazione cellulare. Le cellule iniettate saranno integrate nel derma della pelle e quindi si dovrà innescare il processo di ripristino, facilitando la produzione di come collagene e altre sostanze della matrice extracellulare. Il risultato sarebbe una migliore qualità della pelle a seguito di rigenerazione dei tessuti che hanno effetti di ringiovanimento della pelle dopo poche settimane dall’ultimo trattamento. 

Gli effetti collaterali di impianto fibroblasti
Ci sono degli effetti collaterali all’impianto di fibroblasti, tra questi i più comuni sono:
Nei primi giorni dopo il trattamento, può presentarsi:

  • edema (gonfiore)
  • arrossamento della pelle
  • ecchimosi (lividi) provocate dal numero di iniezioni necessarie per la procedura.

Le cellule di fibroblasti usate provengono dallo stesso individuo, quindi non c'è rigetto o reazioni allergiche al materiale iniettato.

Fibroblasti e crioconservazione
Le cellule di fibroblasti prelevate possono essere congelate (crioconservate) e usate per futuri trattamenti rigeneranti e / o per la rigenerazione dei tessuti, senza alcun limite. Queste cellule potrebbero essere usate non solo per trattamenti di medicina estetica, ma anche nel caso in cui il soggetto si debba sottoporre ad interventi di chirurgia della pelle, oppure di chirurgia plastica, grazie alla capacità di produzione del collagene. Le cellule ottenute dal frammento di pelle prelevato per il congelamento, se provengono da un soggetto giovane avranno una maggiore capacità di moltiplicarsi e quindi si otterrebbero risultati migliori in caso vengano usate.

I fibroblasti sono quindi fondamentali per il mantenimento di una pelle sana, soprattutto per il collagene, la medicina estetica se ne serve per mantenere una pelle dall’ aspetto giovanile.

 

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