Melasma - Cloasma, cause e cure

In collaborazione con la Dott.ssa Marta Fusano

Autore: Dott. Bencini Pier Luca

Del: 28/02/2020

Che cos’è il melasma?

Il melasma, anche chiamato cloasma, è un inestetismo acquisito della pelle del volto che si manifesta come una pigmentazione a tonalità bruna; coinvolge soprattutto il sesso femminile e in rari casi gli uomini.
Si localizza in particolare nell’area dei "baffetti", alla fronte o agli zigomi, manifestandosi come un insieme di macchie confluenti in un’area estesa con contorni irregolari di colore marrone, da chiaro a più scuro, o grigiastro.

È anche conosciuto come “macchie da pillola” o “macchie da gravidanza”. Questa problematica non è pericolosa per la salute e non è contagiosa, ma è importante conoscerne i fattori di rischio e le caratteristiche per poter impostare un percorso terapeutico adeguato.

Quali sono le cause scatenanti?

Il melasma è associato principalmente ai seguenti fattori:

- sesso femminile e azione degli ormoni sessuali estrogeni: il melasma si manifesta nella quasi totalità dei casi in giovani donne adulte; spesso è scatenato da una gravidanza o dall’utilizzo di pillole contraccettive;

- predisposizione individuale: il melasma si manifesta in persone predisposte ed è associato ad una certa ereditarietà alcuni studi hanno infatti evidenziato una maggiore propensione alla comparsa del melasma in persone che hanno familiari che hanno già avuto questa problematica;

- stimolo del sole o dei raggi ultravioletti: in condizioni normali l’esposizione solare stimola i melanociti, cellule che compongono la pelle, a produrre melanina in maniera uniforme, rendendo la pelle più scura e proteggendola dai raggi del sole; questo meccanismo è comunemente chiamato ‘abbronzatura’. In persone predisposte, viene prodotta melanina in maniera anomala e determina la colorazione brunastra tipica del melasma. È per questo motivo che il melasma ha un andamento stagionale: peggiora infatti nei mesi estivi e tende ad attenuarsi in inverno.

Tipi di melasma

A seconda della profondità della macchia si possono distinguere diversi tipi di melasma. È importante individuare la localizzazione per fini terapeutici.

- melasma epidermico: è la forma più superficiale e si presenta in genere come macchie marroni o nerastre;

- melasma dermico: è la forma più profonda ed è caratterizzato da macchie grigio-bluastre;

- melasma misto: in questo caso il pigmento è disposto sia in superficie che in profondità.

La gravità della forma dipende dalla localizzazione e dal tipo di carnagione: le donne brune hanno di solito un melasma molto più intenso; inoltre, maggiore è la profondità del pigmento, tanto sarà più difficile l’eliminazione della macchia.

Diagnosi

Innanzitutto, è fondamentale una approfondita visita dermatologica, per una valutazione accurata della situazione globale della pelle. Le più sofisticate tecnologie ci permettono poi di classificare il tipo di melasma e di valutarne la gravità.

Una importante indagine non invasiva è costituita dall’analisi multispettrale, innovativa metodica che misura la quantità del contenuto di melanina della pelle. La visita viene completata dalla videodermatoscopia e dall’indagine con lampada di Wood, esame non invasivo costituito dall’utilizzo di una lampada che emette una particolare luce ultravioletta che consente alle macchie del melasma di emettere una particolare fluorescenza; questa metodica permette di localizzare la profondità della macchia.

È infatti molto importante inquadrare correttamente la patologia per definire il percorso terapeutico più adeguato.

Terapie

Le terapie possono essere chimiche, farmacologiche o mediante energie luminose.

Ad ogni tipo di terapia va sempre associata una protezione solare scrupolosa e continuativa, con lo scopo di impedire una ulteriore stimolazione dei melanociti da parte dei raggi solari.

Le terapie chimiche consistono in peeling superficiali, in grado di rimuovere le cellule pigmentate più superficiali, associati ad una terapia domiciliare a base di particolari prodotti che vanno ad inibire la sintesi di melanina.

Nella nostra esperienza tali approcci si rivelano scarsamente efficaci. Attualmente la migliore terapia consiste nella combinazione di laserterapia a bassa energia combinata a terapie farmacologiche schiarenti locali.

Cos’è la laserterapia per il melasma?

Mentre le laserterapie tradizionali si sono rilevate spesso dannose per l’alta incidenza di iperpigmentazioni  paradosse con uno scurimento delle macchie, dovuto all’effetto infiammatorio delle alte energie dei laser utilizzati, l’approccio della moderna tecnologia laser a bassa fluenza permette ottimi risultati senza alcun rischio per la pelle.

Questa metodica si avvale dell’utilizzo di particolari laser a impulsi ultrabrevi, chiamati Q-switched.

Con questa innovativa tecnologia, è possibile utilizzare una bassissima energia allo scopo di ottenere delicatamente la scomparsa o un considerevole schiarimento del melasma. Il principio è quello di determinare, attraverso gli impulsi di luce che vengono selettivamente assorbiti dalle cellule pigmentate, alcune onde d’urto fotoacustiche, senza sviluppo di calore, che vanno a inibire le cellule produttrici della melanina in eccesso e a eliminare progressivamente i depositi di pigmento.

I benefici di una laserterapia del melasma consistono in un progressivo schiarimento della macchia, senza causare gli effetti di scurimento paradosso tipici delle metodiche laser tradizionali.

La metodica consente ottimi risultati anche in pazienti con pelle scura (fototipo alto) e consiste in 6-10 sedute a cadenza settimanale.

Come avviene la laserterapia per il melasma?

È necessario presentarsi alla seduta completamente struccata, con la pelle detersa. Il trattamento non è doloroso, a volte viene riportata una sensazione di moderato pizzicore; al termine, la zona trattata apparirà lievemente rossa e minimamente gonfia, per cui verrà applicata una crema lenitiva ad azione idratante ed anti-infiammatoria, che dovrà essere proseguita per pochi giorni successivi a casa.

Il trattamento non è invasivo e non danneggia la pelle, pertanto sarà possibile fin da subito truccarsi e svolgere le consuete attività lavorative e personali. È però importante proteggere la pelle dal sole per almeno un mese dal termine dell’ultima seduta.

Secondo i protocolli internazionali accreditati sono necessarie tra le 6 e le 10 sedute (una alla settimana); i primi risultati si possono apprezzare attorno alla quarta/quinta seduta. Il numero di sedute necessarie varia da un paziente all’altro in base al tipo di melasma, alla sede, al numero delle macchie ed al fototipo.

Infine, occorre tenere presente che la metodica è ancora più efficace se combinata a creme mediche schiarenti.

Con successive esposizioni solari si può verificare la ricomparsa del melasma ma in forma sempre più lieve.

Bencini Pier Luca

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Dott. Bencini Pier Luca

Medico Chirurgo
Milano (MI)

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