La chirurgia ortognatica

Autore: Dott.ssa Basile M. Gaetana (Tania)

Del: 18/06/2019

La chirurgia maxillo-facciale è una branca della medicina che si occupa delle malformazioni dento- e maxillo-facciali, un consistente gruppo di anomalie che hanno in comune l'esistenza di alterazioni di: forma, posizione e dimensioni degli elementi scheletricici che compongono la faccia.

 

Queste deformità possono essere congenite, essere secondarie a traumatismi, conseguenza di tumori o perdite dentarie. In molti casi le alterazioni dello scheletro facciale: mascellare superiore e mandibola possono provocare alterazioni dell’occlusione dentaria per cui è spesso il dentista o l'ortodontista che individua la patologia per primo e dovrebbe indirizzarla al chirurgo maxillo-facciale.

 

La chirurgia ortognatica dei mascellari é il modo per risolvere i problemi sopra citati, essa è al tempo stesso una chirurgia funzionale ed estetica perché, da una parte corregge l'occlusione dentaria conseguendo una migliore funzione masticatoria e respiratoria, dall'altra, normalizza l'aspetto estetico del viso migliorando l'armonia tra le differenti componenti facciali soprattutto tramite operazioni a livello mascellare.

 

La chirurgia ortognatica permette di recuperare e migliorare: masticazione, fonazione, respirazione e forma dei lineamenti. La malocclusione è un malposizionamento dei denti rispetto alle strutture anatomiche che li sostengono.

Le malocclusioni dento-scheletriche nello specifico sono quelle tipologie di malocclusioni che richiedono obbligatoriamente un intervento, quindi, quelle non risolvibili con un semplice apparecchio.

Queste condizioni possono essere dovute ad una mandibola di grandi dimensioni, un difetto di sviluppo mandibolare, oppure un vero e proprio malposizionamento della bocca. Una volta effettuata una visita maxillo-facciale bisogna effettuare il piano di trattamento tramite, esame clinico e radiografie così da procedere verso la chirurgia mascellare.  

 

La chirurgia mascellare inteso come intervento mono-mascellare; l’intervento chirurgico al mascellare superiore si fa in anestesia generale con incisione all’interno della bocca. Questo permette di vedere meglio l’osso mascellare, che viene tagliato, e messo nella giusta posizione usando il bite, fissandolo con placche e viti. A fine intervento, prima del risveglio, vengono messi elastici di guida per mantenere la giusta posizione.

L’intervento bi-mascellare prevede invece di rimettere nella giusta posizione mascellare superiore e mandibola. Le ossa vengono tagliate, per fare in modo, usando 2 bite, di trovare la giusta posizione. A questo punto le ossa vengono fissate con placche e viti e messi elastici di guida per mantenere la posizione. Entrambe le tipologie di intervento durano tra i 40 ed i 120 minuti.

 

Le complicanze,quindi, i possibili rischi legati all’intervento della mandibola sono legate alla presenza di un nervo sensorio: il nervo alveolare inferiore. In alcuni casi si può perdere o modificare momentaneamente la sensibilità. Il recupero è generalmente totale, anche se molto lento.

I rischi di un intervento di chirurgia al mascellare superiore possono essere le mancanze momentanee di sensibilità.

 

Nella fase post-operatoria il paziente è seguito sia dal chirurgo Maxillo-Facciale che dal proprio ortodontista; quest’ultimo deve inoltre completare il trattamento ortodontico e la stabilizzazione del risultato ottenuto.

Per questa fase serviranno 12 mesi circa. Il tempo in cui si rimane ricoverati in ospedale è di circa 48h. Il recupero richiede diverse settimane. Subito dopo l’intervento il paziente:

- dovrà seguire una dieta liquida frullata.

- dovrà fare un’accurata igiene orale.

 

Se si seguono diete particolari è opportuno modificare la dieta prima della chirurgia mascellare per evitare problemi emorragici o di guarigione. Le diete vegetariane o povere di proteine possono comportare maggiori emorragie e difficoltà di guarigione delle ossa.

 

E' normale sperimentare dopo l'intervento un certo senso di abbattimento, questo può verificarsi il giorno dopo la chirurgia o, più spesso, dopo 3-6 giorni: non bisogna preoccuparsi, in genere si risolve in poco tempo o meglio, non appena i disturbi accennano a ridursi.

 

Alle mascelle dei pazienti operati poiché fissate con viti metalliche minuscole; qualche giorno dopo la chirurgia possono essere applicati, tra le arcate dentarie, dei piccoli elastici che mantengono la posizione della nuova occlusione permettendo una quasi normale apertura della bocca. Nel corso delle prime settimane la posizione e la forza degli elastici vengono progressivamente modificate dal medico.

E' molto importante attenersi alle istruzioni poichè si é notato che i pazienti che portano gli elastici correttamente hanno una migliore occlusione e dei tempi ortodontici post-chirurgici più brevi.

 

Gli elastici vengono applicati e mantenuti il più possibile. E' importante impararne la posizione per rimuoverli ai pasti, per l'igiene orale e per muovere bene le articolazioni. L'operazione alla mascella comporta l'insorgere di un notevole edema al viso. Il gonfiore cresce progressivamente per qualche giorno, inizia però a ridursi dall'inizio della seconda settimana.

Si riacquista un aspetto presentabile dopo circa 20 giorni. La maggior parte dei gonfiori si risolve in circa 6 settimane. Esistono alcuni presidi e comportamento che permettono di contenere lo sviluppo dell'edema e accelerano la sua risoluzione.

La comparsa di ematomi non é un fatto costante, può manifestarsi qualche giorno dopo l'intervento e scomparire qualche settimana dopo. Spesso prima di dissolversi scende progressivamente verso il collo e il torace che si colorano di giallo.

 

La maggior parte dei pazienti ritornano in grado di parlare già dopo circa 24 ore dall’ intervento. Nel giro di pochi giorni l'uso della parola ritorna normale. Il dolore post-chirurgia dei mascellari è normale, ma controllabile tramite opportuno uso di antidolorifici.

 

Una perdita di circa 3 chili dopo questi interventi é possibile. Ciò é in genere dovuto alla perdita di appetito più che ad altri disturbi. L'appetito ridotto nella prima settimana viene recuperato a cominciare dalla seconda e permetterà anche di aumentare il proprio peso.

 

La ripresa della capacità masticatoria e dei movimenti mandibolari avverrà lentamente. L'intervento di osteotomie mascellari e mandibolari comporta qualche rischio come, ad esempio, un certo grado di alterazioni della sensibilità di: labbra, mento, gengive, palato, guance e lingua perché traumatizza i nervi sensitivi che passano nelle ossa sezionate o nelle mucose incise.

 

Le regioni della bocca e circostanti possono essere anestetizzate o trasmettere sensazioni aberranti. Queste anomale sensazioni regrediscono spontaneamente entro 6 mesi dall’ intervento.

 

Il recupero é più rapido sul labbro superiore che su quello inferiore, sul mento e sulla lingua. Talvolta sono necessari tempi più lunghi specie per il mento e il labbro inferiore: sono segnalati recuperi che hanno richiesto anche un anno o più.

 

In una minima percentuale possono residuare piccole aree di anestesia-ipoestesia permanente a livello degli angoli della bocca, al labbro inferiore, al mento, al palato; il disturbo spesso é solo dimostrabile con esami clinici accurati, ma soggettivamente é trascurato da un paziente altrimenti sano. Anche la mimica facciale viene temporaneamente alterata, il recupero avviene progressivamente in circa 2 mesi.

 

Concludendo, non si può parlare oggi di chirurgia ortognatica rivolta esclusivamente alla risoluzione funzionale senza considerare i risvolti estetici che ha sul paziente.

L’evoluzione tecnologica e le tecniche chirurgiche introdotte permettono una pianificazione accurata dell’intervento raggiungendo risultati estetici ottimali a misura di ogni paziente e di ogni esigenza.


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