Filler o tossina botulinica? Una scelta combinata

Autore: Dott. Sito Giuseppe

Del: 29/10/2018

Nelle più recenti statistiche dell’International Aesthetic Plastic Surgery, associazione tra i chirurghi plastici americani degna di fede, filler e tossina botulinica occupano sempre le prime posizioni.

Allo stesso modo in Italia, spiega il dottor Giuseppe Sito, queste pratiche mediche riservate ai medici, sono diffusissime, anche se ancora esistono, soprattutto verso la tossina botulinica, delle remore non giustificate.

I meccanismi d’azione dei filler e della tossina botulinica sono sensibilmente diversi.

La tossina botulinica, chiarisce il dottor Giuseppe Sito, esercita una vera e propria azione di rilassamento dei muscoli mimici del volto che, a quel punto, consentono di pari grado il rilassamento della cute che li sovrasta e quindi la cospicua ed evidente riduzione nella formazione delle rughe mimiche, ovvero di quelle che riusciamo a comandare.

I filler invece, prosegue il dottor Giuseppe Sito, non hanno alcuna azione sui muscoli ma anzi riempiono con un effetto dose-dipendente, i difetti del volto.

Sinergia tra i trattamenti: tossina botulinica e filler

È evidente, quindi, che l’azione dei filler e della tossina botulinica può e anzi deve essere sinergica.

Non si trova nulla di strano, nota il dottor Giuseppe Sito, a riempire le rughe con il filler più adatto, e oggi ve ne sono davvero tantissimi che si differenziano per la loro destinazione d’uso, la loro fluidità e viscosità. E poi, quando il filler non è più sufficiente o esercita un’azione di riempimento poco efficace, può intervenire la tossina botulinica con la sua azione di relax muscolare.

Lo sviluppo di nuove tecnologie per il progresso dei filler associato alla grande ricerca scientifica, così come allo sviluppo multisettoriale, che si è avuto nell’impiego della tossina botulinica ha portato ad una revisione delle metodiche stesse. 

Oggigiorno, osserva il dottor Giuseppe Sito, filler e tossina botulinica possono essere impiegati in maniera efficace e soprattutto sicura in tutte le regioni del volto. 

La tossina botulinica può essere impiegata, quindi, anche per ridurre le rughe perilabiali (il cosiddetto inestetismo del codice a barre), per migliorare le rughe del mento (marionetta) e per ottenere lievi innalzamenti della punta del naso.

Allo stesso modo, i filler vengono ora impiegati in regioni che prima erano off limits, in particolare, parliamo della regione perioculare sia a livello delle “zampe di gallina” che del tear trough, la regione che erroneamente viene definita con l’appellativo di “occhiaia”.

Pronti per l’uscita sul mercato sono poi i cosiddetti filler elastici, ovvero filler che si adattano alle strutture elastiche del volto. Per non parlare, commenta il dottor Giuseppe Sito, degli ottimi risultati che si hanno con l’utilizzo combinato in un’area così difficile come quella del collo. 

Filler e tossina botulinica: durata prolungata degli effetti

Tra gli innumerevoli benefici dell’utilizzo combinato, continua il dottor Giuseppe Sito, di questi trattamenti non bisogna trascurare la durata dei risultati.

Infatti, recenti studi internazionali hanno confermato quella che era una sensazione e cioè che l’impiego di entrambi i trattamenti non solo producesse un miglioramento esponenziale dell’area trattata ma ne allungasse per di più la durata.

I pazienti, conclude il dottor Giuseppe Sito, devono ormai entrare nell’ottica che non devono limitarsi al singolo trattamento annuale ma devono prendersi cura del proprio viso a 360 gradi, iniziando un percorso che preveda l’impiego di metodiche multiple che, stimolando l’organismo in modi differenti, riescano ad avere risultati importanti. 

Non è più necessario, quindi, scegliere tra le due alternative ma è possibile impiegarle entrambe in maniera naturale e modulata ricordandosi sempre che la correzione più bella è quella “che non si nota”.


Giuseppe Sito con la collaborazione di Sergio Marlino

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Medico Chirurgo
Napoli (NA)

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