Caduta dei capelli, diagnosi e terapia

Autore: Dott. Cianchi Silvia

Del: 12/02/2020

Quali sono le cause che portano alla caduta dei capelli?

I fattori che portano alla caduta dei capelli sono molteplici e diversi. Per alcune cause esistono rimedi naturali efficaci, mentre per altre - quando il problema è più complesso - sono necessarie delle cure mediche.
Il trattamento è diverso se la causa del diradamento o della caduta è data dallo stress o se invece si tratti di ereditarietà. In alcuni casi infatti, più che cure per la ricrescita dei capelli, si possono solo trovare cure di mantenimento.

Caduta dei capelli diagnosi

La diagnosi specialistica e personalizzata è di fondamentale rilevanza. C’è una differenza, ad esempio, tra uomini e donne, che perdono i capelli in zone diverse della loro testa, e per ragioni diverse.

La caduta dei capelli coinvolge principalmente tutti e si verifica in particolare in due momenti dell'anno, che sono l’autunno e la primavera quindi, in sintesi, ad ogni cambio di stagione.
Solitamente in autunno tutti noi abbiamo un ricambio fisiologico dei capelli, perché i danni che i nostri capelli hanno subito durante l'estate si materializzano proprio in questo periodo dell’anno.
Il sole e i raggi UV danneggiano infatti non solo la pelle, ma anche la fibra del capello. La salsedine, quando rimane sui capelli, li rende più secchi e crespi. Anche la chioma quindi, va protetta d’estate con filtri solari e prodotti specifici per preservarne struttura, idratazione e colore.
Anche il freddo non è un amico del capello. Le basse temperature tendono infatti a chiudere i pori, compresi quelli del cuoio capelluto, e questo fa sì che al bulbo arrivi meno nutrimento. Il freddo danneggia inoltre anche il film idrolipidico del capello, rendendolo più rigido e più duro, e di conseguenza più facile a spezzarsi.
Ecco perché nei periodi di cambio di stagione la chioma si rinnova: elimina i capelli danneggiati, per lasciare spazio ai nuovi.

Come capire però quando si parla di caduta fisiologica, o se i problemi stanno diventando degni di attenzione?
Le principali criticità insorgono quando tra questa caduta fisiologica e stagionale subentrano anche altri problemi, e allora c'è bisogno di fare delle indagini mirate e approfondite e di approcciarsi alla caduta dei capelli in maniera medica.
È importate rivolgersi al medico quando si nota una perdita più consistente di quella che normalmente ci si aspetta nel cambio di stagione, anche e soprattutto se questa si verifica in un momento dell’anno diverso dalla primavera o dall’autunno.
Un altro segnale importante è il volume della chioma: se si inizia a notare una perdita di volume, un assottigliamento anomalo della fibra del capello, o ancora delle aree nelle quali i capelli appaiono diradati, è necessario sottoporsi a un’indagine più approfondita.

C’è una branca della medicina che studia questo specifico problema e si chiama Tricologia, che altro non è che la scienza che studia la struttura e le funzioni dei peli e dei capelli, e le affezioni del cuoio capelluto.

A questo punto la domanda significativa è: come il medico tricologo può fare la diagnosi?

Innanzitutto è necessario fare un prelievo ematico, ossia delle semplici analisi del sangue dove andremo però a richiedere dei parametri che possono essere alterati quando i capelli cadono. Mi riferisco, ad esempio, ad un problema di diabete, alla mancanza di ferro, di zinco, di rame oppure anche di anticorpi, ovvero quando il nostro corpo attacca se stesso. Queste possono essere alcune delle ragioni principali di caduta dei capelli, ma non solo.

Un altro esame fondamentale che si può aggiungere alle semplici analisi del sangue è il Tricogramma. Il tricogramma consiste nell’estrazione di 5 capelli del vertice della testa (quindi i capelli non vengono né rasati né tagliati), che vengono poi osservati e analizzati con un microscopio particolare (questo piccolo prelievo non rappresenta un problema nemmeno per chi ha pochi capelli).
Una volta prelevati i capelli, si procede preparando un vetrino dello stesso, e così si può capire che cosa sia andato in crisi nel ciclo vitale del capello. Viene analizzato il bulbo (ovvero quel piccolo pallino che noi vediamo quando abbiamo un capello tra le mani), e dall’analisi microscopica della struttura di capello e bulbo riusciamo a capire se ci sono delle malattie. A quel punto possiamo prescrivere una terapia mirata, specifica e personalizzata. Il concetto chiave, quindi è: a ognuno la sua diagnosi, perché per curare e contrastare la caduta dei capelli non basta un semplice shampoo o una lozione; ma è necessario andare dal medico e avere una diagnosi precisa con un nome e un cognome.

Caduta dei capelli: terapia

Ci sono tante malattie e patologie che colpiscono i capelli, vedi l’alopecia androgenetica maschile o femminile che rappresenta la forma di caduta più diffusa al mondo, ma non solo. La genetica maschile è molto diversa da quella femminile, ma contestualmente esistono anche tante possibilità terapeutiche.

Parlando ad esempio di lozioni e preparati galenici che vengono fatti dal farmacista su prescrizione del medico, possiamo citare il PRP, ovvero di Plasma Ricco di Piastrine, un integratore associato a una moderna ed efficace tecnica mini invasiva, che stimola il metabolismo dei follicoli e promuove l’attivazione delle cellule staminali in grado di far crescere nuovi capelli. Si tratta di un protocollo clinicamente testato e che ha ampiamente verificato la propria efficacia.
Possiamo parlare anche di Carbossiterapia, una pratica medica in cui viene utilizzato un gas, l'anidride carbonica o biossido di carbonio, per scopi terapeutici. Il successo di questo trattamento è stato confermato dai pazienti: il 70-80% si ritiene soddisfatto dei risultati ottenuti in termini di arresto della caduta e di sensazione di "capello più forte".

Un’altra tecnica utilizzata per rinfoltire la chioma è il trapianto dei capelli. Parliamo di una tecnica chirurgica, che permette di redistribuire i capelli in modo più omogeneo, andando a nascondere le aree calve o diradate. La tecnica consiste nel trasferimento dei capelli (con la loro radice) da un’area del capo dove crescono correttamente, che chiameremo area donatrice, ad un’altra calva o diradata che definiremo ricevente. Il capello si comporterà nell’area ricevente così come si comportava nell’area dalla quale è stato prelevato, per cui continuerà a crescere come prima.

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Medico Chirurgo
Montevarchi (AR)

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