Sorridere fa bene all'anima (ma non alle rughe)!

Sorridere fa bene all'anima (ma non alle rughe)!


Lun 06/07/2020 | Dott. Lucio Tunesi

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A cura di Francesca Frediani e Johanna Rossi Mason


 

Con la consulenza scientifica del Dottor Lucio Tunesi, Medico Chirurgo ed esperto Medico Estetico di Milano.

 

La mimica facciale è una parte della cinesica (la scienza che studia il linguaggio del corpo) che riguarda il modo in cui si altera il volto delle persone. Per l’essere umano nascondere le proprie emozioni attraverso le espressioni del volto è praticamente impossibile, anche a dispetto delle parole che, invece, sanno come mentire. Avviene così che emozioni forti quali sorridere, preoccuparsi, arrabbiarsi o piangere, possono lasciare un segno indelebile non solo sull’anima ma anche sulla pelle del nostro viso.

In maniera molto semplice è così che nascono le rughe e, in particolar modo, le rughe dinamiche o, per l’appunto, mimiche.

Si formano quasi sempre sul nostro volto, ma anche in altre parti del nostro corpo, in seguito a un movimento reiterato e ripetuto nel tempo. “La ruga è un segno che resta nella nostra cute” ci spiega il Dottor Lucio Tunesi, Medico Estetico di Milano “e non è tanto quello che vediamo quando si muove il viso, ma è la traccia del nostro movimento nella sua fase statica, cioè quello che rimane quando il viso è fermo. In pratica è un sottile solco nella pelle.”

Questo solco può lasciare un segno più o meno profondo anche a seconda del tipo di pelle che abbiamo.

“Lo spessore della traccia potrà dipendere non soltanto dall’area del viso in cui si trova, ma anche dallo spessore della pelle” prosegue il Dottor Tunesi “se è molto sottile la ruga sarà più fine, al contrario, se la pelle è più spessa, potrà essere più profonda.”

Nella maggior parte dei casi le rughe mimiche possono essere dovute o a una mobilità volontaria o involontaria. Volontaria è quando la mimica facciale viene caricata attraverso delle espressioni, involontaria quando c’è una ipercinesi del muscolo e quindi attraverso un movimento involontario, come fosse un tic.

L’ipercinesi, la ripetuta contrazione del muscolo, avviene per motivi legati a una stimolazione che noi appena percepiamo e che dà subito un riflesso muscolare, anche se noi non vorremmo farlo. Mentre quelle legate alla nostra espressività sono un modo in più extraverbale di comunicare con il prossimo. Carichiamo di più il muscolo per dimostrare dunque maggiore attenzione, concentrazione e così via.” Con il passare degli anni, questi movimenti ripetuti, diventano dei veri e propri atteggiamenti che assumiamo e che ci contraddistinguono” prosegue lo specialista.

Ma la dimensione della ruga può variare anche dall’intensità del movimento “questo perché le rughe mimiche hanno spessori diversi: i muscoli corrugatori, ovviamente, saranno tendenzialmente più forti, più robusti, rispetto al muscolo frontale e rispetto ai muscoli orbicolari (cioè quelli che stanno intorno agli occhi che, in parte, sono all’origine delle zampe di gallina). In questo modo incidono in modo differente sulla profondità della ruga stessa” ci sottolinea il Dottor Tunesi. Ci sono poi dei motivi estrinseci, che non dipendono cioè dai movimenti facciali, che possono incidere sulle rughe. Lo stile di vita e l’alimentazione possono cambiare le carte in tavola “ad una persona che segue una dieta povera di proteine, ad esempio, diminuisce la tonicità della pelle e in parte anche la sua muscolatura ne risente.”

 

Rughe frontali e rughe glabellari quali sono? 

Leonardo descrisse la divisione del volto in egual misura in terzi: le rughe dinamiche si formano nel terzo superiore, che si estende dal trichion (il punto mediano della faccia all’altezza dell’impianto dei capelli) alla glabella (la parte centrale della fronte che si trova tra le sopracciglia). Le rughe frontali tendenzialmente sono orizzontali e si trovano al di sopra del sopracciglio, mentre le rughe glabellari sono verticali e si trovano tra un sopracciglio e l’altro. In realtà fanno parte di un unico complesso che si muove nel suo insieme e sono il risultato di un equilibrio tra i nostri muscoli, che può essere legato alla forza di contrazione del singolo muscolo oppure alla forza che noi diamo a determinati movimenti, perché ci concentriamo maggiormente su alcuni di essi.

“Quando queste rughe sono fisse ed evidenti” continua Lucio Tunesi “può significare che ancora ci sorprendiamo delle cose che ci vengono raccontate oppure che abbiamo l’abitudine di concentrarci corrugando la fronte. Inoltre, con il passare del tempo le palpebre si possono appesantire. Una paziente che presenta questa problematica (tanto seria da poter già essere trattata chirurgicamente), di fatto trascorre la sua giornata a cercare di tenere le palpebre sollevate attraverso il movimento della fronte. Sollevando l’arcata sopraccigliare, alzerà anche la palpebra, dando quel millimetro e mezzo/due millimetri, di sollievo alla palpebra appesantita, che le consentirà pertanto di vedere meglio.”

Questa problematica è dovuta unicamente all’età perché, tendenzialmente, riguarda le persone che superano i 50 anni.

“Per i più giovani è diverso” ci conferma Tunesi “perché le rughe che si formano nei ragazzi nascono conseguentemente all’attenzione e alla concentrazione durante lo studio o l’uso reiterato di computer, tablets, telefonini”. La loro profondità varia in base al tipo di pelle di ciascun individuo. I maschi, solitamente, hanno un’epidermide più robusta (o grassa) e per questo si creano dei solchi un po’ più allargati e profondi.

Abbiamo dunque visto che la stessa ruga può essere diversa a seconda della persona e della grana della pelle. Diventa quindi importante eseguire un trattamento personalizzato per ciascun paziente.

“Si formano perché c’è un movimento” conferma Tunesi. “Il trattamento che può aiutare maggiormente a risolvere questa problematica deve fermare, o meglio, rallentare il movimento stesso. Cioè va a correggere la causa e non l’effetto: se l’effetto è la ruga la causa è il movimento. Potrei fare un esempio con il tessuto: quando io continuo a spiegazzare il tessuto alla fine rimane stropicciato. Se io gli do una bella stirata, ecco che diventa bello teso. Il trattamento principe delle rughe dinamiche è la tossina botulinica."

 

Tossina botulinica: cos’è e come deve essere utilizzata 

Si tratta di un farmaco sperimentato oramai da più di 20 anni che viene utilizzato in tantissime branche della medicina (tra le principali neurologia e oculistica, ma non solo) che di riflesso è stato poi introdotto, essendo un farmaco che agisce sulla contrazione muscolare, anche in medicina estetica proprio perché si utilizza per contrastare questa contrazione che è all’origine della ruga. “Il medico estetico va quindi a lavorare con un farmaco che rilassa la muscolatura, che regola il movimento muscolare.”

 

Quali risultati vogliono ottenere oggi le pazienti?

“Vogliono essere senza rughe ma con un’espressione naturale.” Afferma il Dottor Tunesi. “Se io Medico Estetico utilizzo correttamente la tossina botulinica nel trattamento delle rughe del terzo superiore del volto (fronte e rughe glabellari), ottengo un effetto di diminuzione della contrazione ma non la scomparsa del movimento. La capacità del medico estetico oggi deve essere quindi individuare la dose e la somministrazione corretta della tossina botulinica da inserire nel derma per correggere la problematica delle rughe, senza però togliere completamente espressività del volto. Diventa quindi indispensabile che l’utilizzo del farmaco abbia il giusto effetto sulla mobilità del viso, non solo quando è a riposo, ma anche quando si muove (ad esempio se parla con altre persone). La parola d’ordine è NATURALEZZA!”

Quindi è necessario utilizzare il prodotto giusto (la tossina botulinica di tipo A è quella autorizzata e più studiata ed utilizzata nel mondo in questo senso) e nella giusta dose. Ecco perché è corretto affidarsi a medici esperti quando si effettuano questi trattamenti. “L’esperienza del Medico Estetico è molto importante non solo per sapere dove inserire correttamente il prodotto (il medico chiaramente conosce bene le mappe che vengono fornite dalle case farmaceutiche), ma è necessaria una buona dose di esperienza che serve per capire quale sia la giusta quantità di prodotto da iniettare; nel rispetto di quello che sono le aspettative della paziente e del mantenimento della funzionalità del volto.”

Fino a non molti anni fa si tendeva ad ottenere l’effetto di spianamento completo, a discapito della espressività, ma oggi è tutto cambiato. “Le pazienti oggi non sono contrarie alla tossina botulinica in sé, ma vogliono ottenere un effetto naturale e che non le modifichi nel loro aspetto. Nel mio caso subentra un altro modo di operare che io chiamo il “patto con la paziente”. Ovviamente per mantenere la naturalezza si deve trovare il giusto compromesso: in pratica se devo lasciare un po’ di movimento al volto per riuscire ad ottenere un effetto naturale, non posso far scomparire la ruga al 100%” ci conferma il Dottor Tunesi. “Mano a mano che i trattamenti verranno ripetuti, la situazione generale migliorerà perché la pelle avrà il tempo per ricostruirsi e appianare anche le rughe.”

Ma la tossina botulinica non è l’unico trattamento possibile per combattere le rughe dinamiche. “ Si può lavorare con dell’acido ialuronico molto fine, che va utilizzato in superficie, quindi appena sotto l’epidermide. Questo perché, andare troppo in profondità, potrebbe provocare dei problemi a livello circolatorio” avverte Tunesi. “In questo modo posso raggiungere un buon compromesso tra la diminuzione della dinamica, che dà un acquietamento del muscolo, ma senza bloccarlo e, contemporaneamente, vado al alleggerire la ruga che, diversamente, rimarrebbe in parte visibile.”

Ma un trattamento non esclude l’altro e spesso si opta per un’azione combinata tra i due. “Io tendenzialmente li uso entrambi” afferma Il nostro specialista. “Dopo aver definito con la paziente un obiettivo e un piano di interventi, si procede inizialmente con l’utilizzo della tossina botulinica al fine di ottenere una diminuzione o una regolazione diversa del movimento muscolare (arco sopraccigliare aperto e occhio riposato). Si effettua un controllo dopo circa 15/20gg e, se ci sono ancora rughe visibili, si completa il trattamento con acido ialuronico. Per le pazienti che non vogliono il trattamento con la tossina botulinica utilizziamo soltanto l’acido ialuronico (AHA), consapevoli del fatto che durerà un po’ meno rispetto alla tossina botulinica.”

Una riflessione va fatta anche sulla durata del trattamento che può variare a seconda della persona ma, studi approfonditi, ci danno comunque dei parametri ai quali possiamo far riferimento “Sono tantissime le pubblicazioni scientifiche riguardanti studi effettuati sulla tossina botulinica che, non solo comprovano l’efficacia e la bontà del prodotto, ma anche la sua durata” - ci conferma Tunesi. “Viene infatti considerato come attivo (ricordiamo che è un farmaco) in un periodo tra i 4 e i 6 mesi. Questo però è l’effetto farmacologico. L’effetto estetico dipende dalle condizioni di partenza del paziente. La durata del prodotto inciderà in maniera diversa a seconda della mimica facciale di ciascun paziente e dell’attività svolta: diverso è se si svolge un lavoro a contatto con il pubblico oppure si trascorrono ore al computer. In alcuni casi il trattamento può durare fino a 8 mesi.”

 

GLOSSARIO

Rughe verticali = specifici della zona glabellare o della glabella (la zona di riferimento definita in anatomia). In realtà la glabella è la parte ossea. E l’area della ‘corrugazione’. Significa che quando usiamo questi muscoli siamo accigliati, preoccupati, iperconcentrati e attenti (muscoli della concentrazione, preoccupazione, attenzione e collera).

Il muscolo frontale =  è suddiviso da due muscoli  (uno a destra e uno a sinistra) che si trovano sopra l’arcata sopraccigliare e possono essere diverse nel loro disegno poiché esistono diverse muscolature frontali.

Ad ognuna muscolatura frontale corrisponde una tipologia di rughe leggermente diversa l’una dall’altra. C’è chi ha le rughe su tutto l’arco della fronte, oppure solo nella zona laterale, o solo nella zona bassa, o nella zona alta. Questo dipende da come sono distribuite le fibre della muscolatura.

Procero = è il nome del muscolo che collega il naso alla fronte.

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