Lo specchio negato

La storia di Gioia: femminilità perduta cercasi

in Susanna Messaggio

Gioia è dimagrita tanto, troppo dopo una separazione traumatica ed un matrimonio infelice che le aveva fatto accumulare tanti “strati” di protezione sul suo corpo.  Non ha  trovato altro modo se non questo, e ha risposto  così al disinteresse di  un uomo che non l’aveva valorizzata come donna, come moglie e compagna: se lui negava la sua femminilità quale miglior modo per non vederla che coprire e rivestire di cuscinetti di grasso le sue forme? Almeno questo avrebbe dato un senso-nella sua testa- a tanta cieca disillusione. Dopo un matrimonio di infelicità, di silenzi, di parole bloccate che non trovavano voce si era ritrovata a 40 anni a non poter tollerare la sua immagine allo specchio. E così quando da un giorno all’altro suo marito è uscito di casa senza farvi mai più ritorno, lei ha deciso di chiudere fuori dalla porta anche i chili di troppo.

È iniziato così  un dimagrimento feroce, e troppo repentino da apparire quasi  punitivo per quanto stava accadendo.  Oggi il corpo di Gioia è meno rotondo, ma lei non riesce ad andare in spiaggia con le amiche perché la pelle non è più elastica, il ventre è cadente ed anche le curve si sono afflosciate. Dal ventre alle gambe che si stanno riempiendo di un tessuto meno compatto. Che lei scherzando chiama “ la frolla”, come un budino senza compattezza.

Succede a tutti nella vita di osservarsi e trovare dettagli di sé che si vorrebbe cancellare con la gomma e correggere con la matita. Ma quando l’attenzione per un difetto,  diventa un’ossessione, allora si parla di “complesso” ove  la persona rimane vittima di una trappola auto inflitta. Una persona  che non riesce ad accettarsi se non attraverso l’approvazione degli altri, è convinta che i propri difetti possano diventare un ostacolo in amore, nelle relazioni sociali ed anche  e nella carriera. Ormai usa solo i pantaloni, che non le danno il gusto di sentirsi “ femminile”.

I complessi hanno sempre un’origine nell’infanzia e sono il risultato di un’educazione troppo rigida e severa: ove  sono stati presentati scorretti modelli di perfezione, conformismo  e sono state fatte pressioni esagerate.

I complessi sono inoltre strettamente collegati a problemi di autostima. Crescendo, si inizia a paragonarsi agli altri. Nella civiltà delle immagini  gli oggetti di paragone sono le immagini veicolate dai mass media, che dettano standard troppo elevati e contribuiscono ad inasprire la sensazione d'inferiorità.

Quando si ha un timore costante e fastidioso di quello che gli altri possono pensare di noi, si diventa ipersensibili a ogni stimolo ambientale.

Quello che spesso non si considera  - o che tendete a ignorare - è che la maggior parte della gente,  è troppo impegnata a pensare a sé stessa e ai propri difetti per accorgersi di quelli degli altri.

Sicuramente però trasformare il proprio aspetto intervenendo con cure drastiche, trattamenti o chirurgia non è sempre la soluzione, l'accettazione deve derivare principalmente da dentro.

Per questo se Gioia vorrà dare a se stessa un’opportunità dovrà cominciare contestualmente ad attività fisica, creme e massaggi,  un lavoro interiore, complesso e non banale di accettazione di un corpo che è fatto di un insieme armonico e non di singoli “pezzi” . Ascoltarle ed ascoltarsi per capire da che parte iniziare a disegnare la sua risalita. 

  Gioia però chiede un aiuto , Susanna puoi consigliarmi un medico, un trattamento , un sistema innovativo, “ qualcosa” che mi aiuti a recuperare i tessuti, per ricomporre la mia figura. In fondo sono ancora troppo giovane per “cadere”.  

Abito a Lucca , città d’arte e di cultura. A chi mi rivolgo?

 

Il MESSAGGIO: TIRATEMI SU.

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